lunedì 9 luglio 2018

La stella (Mahvash Sabet)

Francesco-Chiesa-Soprani, Aqua



Il mio cuore soffre per il silenzio delle stelle,
per l'angosciosa sete del deserto
che anela allo scroscio della pioggia.

Il mio cuore soffre per il soffio del vento,
che spira sulle acque deserte.

La luna illumina il prato, nel livido tremore del lago.
La piana s'accende di una vivida luce.

Dov'è la folta chioma del salice dormiente,
che si chinava sulle verdi spalle delle acque?

Dov'è la penetrante fragranza della rosa rossa,
che impregnava il dorato giardino della gioia?

Perché trascorre nel dolore questa vita
e nel buio della notte non sorridono le stelle?
...

Mahvash Sabet, La stella, in EAD., Poesie dalla prigione, a cura di Faez Mardani e Julio Savi, Milano, Edizioni del verri, 2016, pagina 35.

...

Mahvash Sabet è stata condannata a vent’anni per la sua appartenenza alla religione bahá’í, che da sempre è considerata dal regime iraniano “nemica dell'Islam”. Nei primi, durissimi mesi passati nella cella 209 del carcere di massima sicurezza di Evin, a nord ovest di Teheran, scrive e riesce a far pervenire all’esterno grazie ad alcuni intermediari le poesie contenute in questo libro che pubblichiamo con testo a fronte nella straordinaria grafia dell’originale farsi.
In parte la scrittura di Sabet «segue la scia dei mistici», come ci spiega la traduttrice Faezeh Mardani nel suo saggio critico, «ogni concetto assume connotati simbolici, le esperienze sono volutamente descritte in modo ambiguo e misterioso», talvolta invece «sceglie un linguaggio semplice e lineare, a tratti minimalista» tipico della ‘poesia nuova’ persiana.

Ringrazio il prof. Francesco Martillotto attraverso cui sono venuta a conoscenza della poetessa e delle informazioni di pubblicazione qui riportate.