Videopoesie

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HAIKU D'AUTUNNO

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L'OMINO DEI SOGNI

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LE RADICI DELLA NOTTE

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ELEGIA DEL SILENZIO 


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LA FORMICA

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LA BAMBINA SULL'ALBERO

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ACCADE

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GUARDO IL MARE

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VENTIQUATTRO

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PAROLE DI NEVE


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PECCATO DISCRETO


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PECCATO DISCRETO 2

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GOCCE DI TE

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  BACIAMI  

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LIBERI L'ANIMA

Musiche e video di Massimo Ruffo

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SEDUZIONE CEREBRALE





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  HANAMI



Questa poesia nasce alla fine di marzo 2011 come risposta alle notizie da cui si apprende del disastro di Fukushima Dai-ichi: una serie di quattro distinti incidenti occorsi presso la centrale nucleare omonima a seguito del terremoto e maremoto del Tōhoku dell'11 marzo 2011. Il disastro ambientale coincide con il periodo di fioritura dei ciliegi di cui la tradizionale festa dell'Hanami in Giappone rappresenta l'apice.
Hanami (花見, lett. "ammirare i fiori") è la tradizionale usanza giapponese di godere la bellezza della fioritura primaverile degli alberi, in particolare di quella dei ciliegi da fiore giapponesi (Prunus serrulata). L'usanza iniziò nell'VIII secolo come intrattenimento della corte imperiale, ma con il tempo si è diffusa tra tutta la popolazione.
Questa raffinata tradizione, antica più di un millennio, è ancora molto sentita in Giappone tanto da provocare vere e proprie migrazioni di milioni di giapponesi dalle loro città verso le sessanta località più famose del Paese. Lo splendido spettacolo dei ciliegi (Sakura) in fiore occupa gran parte della primavera e si può ammirare da inizio aprile (nel sud dell'isola di Honshu) fino a metà maggio (nella settentrionale Hokkaidō). Attualmente la festa è anche un'occasione per uscire all'aperto e consumare un sostanzioso picnic a base di sushi, con birra e sakè in abbondanza all'ombra degli alberi fioriti. Ogni anno il meteo predice l'epoca in cui i ciliegi fioriranno in tutte le regioni del Giappone. Le zone più popolari di Tokyo per questa tradizione sono il parco di Ueno, il parco Shinjuku Gyoen e i dintorni del Palazzo Imperiale. La fioritura dei ciliegi ha luogo normalmente tra fine marzo e inizio aprile.


                                                                 Hanami e morte


La poesia evidenzia il contrasto tra la bellezza della natura e la devastazione umana, ma anche tra la forza distruttrice della natura e la continuità della vita che incurante della morte non smette di celebrare, attraverso la fioritura dei ciliegi, la rinascita.
L'Hanami dovrebbe quindi suggerire l'osservazione sulla trasformazione. Nell'immaginario giapponese infatti i ciliegi spesso rimandano al concetto di "morte".
                      "I morti sono sepolti sotto i ciliegi" 

                  ( 桜の樹の下には屍体が埋まっている )
è un detto popolare sull' Hanami, che si rifà ad una citazione, presente dopo la frase di apertura, del racconto breve del 1925 "Sotto i ciliegi" di Motojirō Kajii.
Yanagita Kunio studioso del folclore giapponese (1875-1962) scrisse che certi luoghi antichi, che portavano il nome "sakura", erano "luoghi dei morti".
Inoltre Saigyo, bonzo poeta, amava i ciliegi a tal punto da voler morire sotto uno di essi:

 "Se è possibile, vorrei morire nella stagione dei ciliegi, sotto     l'albero e la luna piena".
Il motivo per il quale si voglia scegliere il ciliegio come propria tomba è oscuro, forse si pensa che ad ogni primavera qualcuno verrà ad adorare i fiori, e di conseguenza il luogo di sepoltura non sarà mai abbandonato,oppure perchè il fiore di ciliegio esprime la sua massima bellezza nella caduta e quindi nella morte ...
In realtà all'inizio venivano apprezzati i fiori di prugno (ume), e solo in seguito durante il Periodo Heian (794-1185) l'attenzione si spostò sui fiori di ciliegio. A corroborare questa teoria abbiamo il racconto-leggenda Genji Monogatari di Murasaki Shekibu, scritto proprio nel periodo Heian, in cui il termine hanami fu usato la prima volta.
Si iniziò a diffondere la credenza che gli dei vivessero all'interno di piante e di fiori. Si credeva che nel ciliegio abitasse una divinità che, attraverso la fioritura, indicava il periodo più propizio per la semina del riso. Seguire questi segni avrebbe comportato ottenere un buon raccolto, quindi per garantirsi la benevolenza della divinità, si lasciavano offerte votive ai piedi dell'albero.
Chissà forse voler morire sotto un ciliegio poteva voler dire onorare la deità racchiusa nel ciliegio e sperare così nell'eternità attraverso la morte-rinascita...

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