Poesie sugli alberi




***********************************************

POETREE

***********************************************



 Non credo che troverò mai
una poesia bella come un albero.
(A. J. kilmer)
**********************************************


Gli alberi

Parlano poco gli alberi, si sa.
Passano tutta la vita meditando
e muovendo i loro rami.
Basta guardarli in autunno
quando si riuniscono nei parchi:
soltanto i più vecchi conversano,
quelli che donano le nuvole e gli uccelli,
ma la loro voce si perde tra le foglie
e assai poco percepiamo, quasi niente.
È difficile riempire un piccolo libro
coi pensieri degli alberi.
Tutto in essi è vago, frammentario.
Oggi, ad esempio, mentre ascoltavo il grido
di un tordo nero, di ritorno verso casa,
grido ultimo di chi non attende un’altra estate,
ho capito che nella sua voce parlava un albero,
uno dei tanti,
ma non so cosa fare di quel grido,
non so come trascriverlo.

                                                                   ( Eugenio Montejo)



***********************************************


Lettera agli alberi

Alberi cari,
son quasi una di voi, eppure non ho
braccia, non ho rami;quasi una della 
vostra schiera di verde, eppure non ho
colori;quasi una che principia a farsi
albero, eppure manco di ricovero, di
ristoro, di condiscendente acqua, di 
congrua terra. Tra gli umani albero,tra
gli alberi (troppo) umana, me ne starò,
tuttavia, sempre con voi, che siete (e
sarete) la mia stirpe, la mia figliatura e 
tutta quanta la mia famiglia.
Cari alberi, malata di parole, malata
d'alberi sento che siete voi le parole, siete
voi la Parola-Albero che mi tutela e
nutre, che m'ha allevato nei gelati deserti,
che m'allevia da tutti i dolori che non dico
a parole,che direi solo "ad alberi" se
potessi far alberi, non parole, e se voi
foste una pagina bianca, una pagina
scritta (come siete),s'io fossi capace
d'alberi, capace di tanta gratuità e grazia,
capace di capacitarmi che ci siete voi, ci
sono gli alberi e tanto basta,tanto
dovrebbe bastare, anche se la mia desolata
sorella (ch'è me), il mio verdeggiante 
fratello (ch'è me)-che sono me- non
riescono a diventare voi, non riescono
a diventare alberi. (...)

( -Mariella Bettarini- Lietocolle 1997)

***********************************************


Alberi 

Non credo che vedrò mai 
una poesia bella come un albero.

Un albero la cui bocca bramosa sia attaccata
al dolce seno fluente di madre Terra. 

Un albero rivolto a Dio per tutto il giorno, 
che innalza al cielo le sue frondose braccia
in segno di preghiera.
Un albero che in estate può indossare
un nido di pettirossi tra i capelli.

Sopra il cui cuore la neve si stende leggera,
che vive intimamente con le piogge.
Le poesie sono scritte dagli sciocchi come me,
ma solo Dio può creare un albero. 

(Joyce Kilmer)

libera traduzione di Valentina Meloni


***********************************************



 Il salice

Io crebbi in un silenzio arabescato,
in un'ariosa stanza del nuovo secolo.
Non mi era cara la voce dell'uomo,
ma comprendevo quella del vento.
Amavo la lappola e l'ortica,
e più di ogni altro un salice d'argento.
Riconoscente, lui visse con me
la vita intera, alitando di sogni
con i rami piangenti la mia insonnia.
Strana cosa, ora gli sopravvivo.
Lì sporge il ceppo, e con voci estranee
parlano di qualcosa gli altri salici
sotto quel cielo, sotto il nostro cielo.
Io taccio... come se fosse morto un fratello.

                                                          (Anna Andreevna Achmatova)


***********************************************


























Noi Alberi

Noi alberi viviamo di piogge
di rugiade eterne e delle brume
dei fiumi e degli oceani
di mattutini vapori
e delicate nebbie

Durante il giorno il calore
dei raggi del sole
dilata i nostri corpi sublunari
che assorbono cosi, nel profondo,
la soavissima rugiada notturna.

Da "Amazzonia Respiro del Mondo"


Nós árvores
Nós árvores vivemos de chuva
de orvalhos eternos e das neblinas
dos rios e dos oceanos
de vapores matutinos
e delicadas névoas.
Durante o dia o calor
dos raios do sol
dilata os nossos corpos sublunares
que absorvem assim, no profundo
delicadissimo orvalho no turno.

 ***********************************************




Catueté Curupira


Ieri per la prima volta apparvero
le prime rughe sul volto della terra
stravolta nelle viscere
le navi le acque
si moltiplicano senza fine.
Catueté Curupira
le foreste ti chiamano
a punire quelli che atterrano
e abbattono gli animali
e spaventano gli alberi
facendoli credere soli

in mezzo al bosco
gli alberi affamati
gli alberi allucinati
in mezzo al bosco
in mezzo al cemento gli alberi t'implorano
tamacueré yndayara Catueté Curupira

molti alberi trovati affamati
moribondi
raccontando storie cupe e fantastiche
di città distrutte
sono gli unici testimoni vivi o semi-vivi
di quello che rimane dell'uomo
tim tim he taya boya
le ombre in curve rigide
i rami secchi all'estremità
si tendono a cogliere gli uomini più teneri
divorandoli
l'uomo impaurito continua
cavalcando motociclette
che emettono un forte grugnito
prima della partenza
e fanno fuggire gli animali
uccidendo il verde.
Il verde continua a crescere sotto la polvere
sugli alberi coperti di chiodi e di calce
il verde rinasce primavera
insistendo nel suo ultimo grido
viso senza colore e senza sangue
i fiumi marciscono
i vecchi assistono ansiosi
ai comodi e alle voglie dei giovani
il mondo mostra le sue ferite
attraverso un apparecchio che ripete
immagini di distruzione.

Catueté Curupira
le foreste ti chiamano.







***********************************************



Il parto della foresta


 Dal corpo contratto, dal pieno del ventre
dalle viscere, sulle rive tra il fogliame
sono i profumi della foresta e il sangue
ad avvolgere il suo corpo:
l'aiutano, le donne del villaggio
la selva è una galassia che ascolta il suo vagito
tra le braccia Kupaùba-albero.
Gambe e bacino di nuovi impregnati
degli odori sono un continente
il suo nido, piccolo corpo che pulsa.
Il sole rischiara la foresta e il fiume
"Quanto tempo è passato?" vanno indagando
"la sua anima a chi mai è appartenuta?"
Le danze si prolungano fino a notte alta
il vento passa lieve, una voce, un sussurro
loda Tupã e annuncia: "Kupaùba è nata".

(Marcia Theophilo)

***********************************************

 Tu non sai

Tu non sai:
ci sono betulle che di notte
levano le loro radici,
e tu non crederesti mai
che di notte gli alberi
camminano o diventano sogni.
Pensa che in un albero c'è un
violino d'amore.
Pensa che un albero canta e ride.
Pensa che un albero sta
in un crepaccio e poi diventa vita.
Te l'ho già detto: i poeti non si redimono,
vanno lasciati volare tra gli alberi
come usignoli pronti a morire.

     (Alda Merini)

***********************************************


dipinto "Atlas of Wonder"di Vladimir Kush
 Non basta aprire la finestra
per vedere la campagna e il fiume.
Non basta non essere ciechi
per vedere gli alberi e i fiori.
Bisogna anche non aver nessuna filosofia.
Con la filosofia non vi sono alberi: vi sono solo idee.
Vi e' soltanto ognuno di noi, simile ad una spelonca.
C'e' solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori;
e un sogno di ciò che potrebbe esser visto se la finestra si aprisse,
che mai e' quello che si vede quando la finestra si apre.

(Fernando Pessoa)
(Da "Poesie incompiute")


***********************************************

fotografia Winter Flight di Igor Laptev


Gli alberi rifletton spesso...
Chissà che penseranno mai?
Il capo scuotono perplesso
su tutti i nostri e loro guai.

A volte parlano col vento,
il quale sempre gli risponde;
fra loro il fiume scorre lento:
vi si rifletton dalle sponde.

Riflette loro l' acqua bassa
il capo pensieroso e verde,
finché qualcuno in acqua passa
ed il riflesso si disperde,

la riflessione si confonde,
le chiare immagini van perse...
Le chiome lor cogitabonde
le piante scuoton sulla Merse.

(Marco Bucciarelli)

***********************************************

castagno dei cento cavalli

Castagni

Nulla è più bello dei frondosi e ampi
castagni a selve sterminate in mezzo
a questi monti…
Nulla è più dolce. Cascano con tonfi
leggeri le castagne, e a quando a quando
ne sguscia fresca sotto il piede una.
Casca in gran copia e tutte l’erbe imbruna
di bei cardi spinosi il frutto buono.

(G. Marradi)

***********************************************
fotografia di Valentina Meloni
 Antico inverno

Desiderio delle tue mani chiare
nella penombra della fiamma:
sapevano di rovere e di rose;
di morte. Antico inverno.
Cercavano il miglio gli uccelli
ed erano subito di neve;
cosí le parole:
un po’ di sole, una raggera d’angelo,
e poi la nebbia; e gli alberi,
e noi fatti d’aria al mattino.

(Salvatore Quasimodo)


***********************************************



 Il colore azzurro degli alberi
nella corteccia rovente,
il colore piano del muschio
protetto da ogni dolore,
il colore chiaro del legno
che alza il suo cuore cantando
nell'inno dei cieli,
quel colore che si leva nel vento
e parla col tuo Signore
l'antico messaggio segreto
della creazione del caos,
la parola nuda del servo
che inneggia al Dio salvatore,
e le piccole pieghe ed i ricci
e ciò che cade
dall'albero antico,
fortifica tutte le zolle
che hai dentro al cuore,
fortifica tutte le cose
le cose d'amore.

(Alda Merini)

***********************************************


“C’è un albero dentro di me
trapiantato dal sole
le sue foglie oscillano come pesci di fuoco
le sue foglie cantano come usignoli

è un pezzo che i viaggiatori sono scesi
dai razzi del pianeta ch’è in me
parlano una lingua che ho udito in sogno
non ordini non vanterie non preghiere

in me c’è una strada bianca
le formiche passano coi semi di grano
i camion passano col chiasso delle feste
ma il carro funebre - è proibito - non può passare

in me il tempo rimane
come una rossa rosa odorosa
che oggi sia venerdì domani sabato
che il più di me sia passato che resti il meno
non importa”.

(Nazim Hikmet, Mosca, 1956)

***********************************************



 Nel bosco ogni vecchio gigante,
sia abete, sia quercia, sia pino,
ha intorno, ai suoi piedi, un giardino
di piccole piante.
Son muschi, son felci, son fiori
e fragole rosse e lichene,
cui l'albero antico vuol bene,
suoi teneri amori.
E mentre le fronde superbe
protende più in su verso i cieli,
ei pensa a quegli umili steli
nell'ombra tra l'erbe.

(Lina Schwarz)


***********************************************


La bellezza degli alberi,
la morbidezza del cielo,
il profumo dell'erba,
mi parlano.
La vetta della montagna,
il tuono del cielo,
il ritmo del mare,
mi parlano.
La debolezza delle stelle,
la freschezza del mattino,
la goccia di rugiada del fiore,
mi parlano.
La forza del fuoco,
il sapore del salmone,
il percorso del sole,
e la vita che non va mai via,
mi parlano.
E il mio cuore vola in alto.

(Capo Dan George)

***********************************************

Una ragazza


L'albero m'è penetrato nelle mani,
La sua linfa m'è ascesa nelle braccia,
L'albero m'è cresciuto nel seno -
Profondo,
I rami spuntano da me come braccia.
...Sei albero,
Sei muschio,
Sei violette trascorse dal vento -
Creatura - alta tanto - tu sei,
E tutto questo è follia al mondo.

( E. Pound)


***********************************************



ALBERO AMICO

Albero Amico,
tanto simile a me,
così greve di musica,
sotto le dita del vento
che ti sfogliano come una fiaba.
Albero che come me
conosci la voce del silenzio,
che dondoli nel profondo
le tue ciocche verdi,
il fremito delle tue mani vive.
Albero Amico,
Amico mio perduto come me,
perduto nel Cielo,
perduto nel fango,
verniciato di luce danzante dalla pioggia.
Albero, eco della pena del vento,
della gioia degli uccelli,
Albero spogliato dall’inverno.
Albero Amico….
ti guardo per la prima volta.


( Minou Drouet )



************************************************



Albero secco

Un albero secco
fuori della mia finestra
solitaria
leva nel cielo freddo
i suoi rami bruni.
Il vento rabbioso la neve il gelo
non possono ferirlo.
Ogni giorno quell’albero
mi dà pensieri di gioia:
da quei rami secchi
indovino il verde a venire.

(Wang Ya-Ping)
**********************************************


Bosco

Ora verde, ora splendida! Son tornato a dir sì
all’appartenente silenzio, all’ossigeno verde,
al nocciolo rotto dalle pioggie d’allora,
al padiglione d’orgoglio che assume l’araucaria,
a me stesso, al mio canto cantato dagli uccelli.
Ascoltate, è il gorgoglio ripetuto, il cristallo
che a puro cielo grida, combatte, modifica,
è un filo che l’acqua, il flauto e il platino
mantengono nell’aria, di ramo in ramo puro,
è il gioco simmetrico della terra che canta,
è la strofa che cade come una goccia d’acqua.

 (Pablo Neruda)

*************************************************


Pioppi al tramonto

Io so chi colora
di rosso, nell’ora
già prossima a sera,
il cielo, soffuso di un pallido blu:
i giovani pioppi
a specchio nell’acqua laggiù.
Li ho visti piegare il pennello
dell’agile chioma
e intingerlo dentro il ruscello
di limpida porpora, sempre, a quell’ora.
Poi, subito ritti, con zelo
svettando; striare di rosso
la pagina chiara del cielo.
So ancora
nel suo folleggiare nel fosso
nel suo folleggiare monello
si lascia sfuggire talora
qua e là qualche macchia vermiglia
che a nube sospesa somiglia.

(G. Vaj Pedotti)

*************************************************

dipinto di Santo Previtera

(Sheng Lai)

 Pini in cortile

Crescono i pini
di fronte alla scala.
Toccano coi rami il muro
della casa dai tegoli bruni;
e di mattina e di sera
li visita il vento e la luna.
Nelle tempeste d’autunno
sussurrano un verso vago;
contro il sole d’estate
ci prestano un’ombra fresca.
Nel colmo della primavera
una pioggia sottile, a sera,
riempie le loro foglie
d’un carico di perle pendule;
e alla fine dell’anno,
il tempo della gran neve
stampa sui loro rami
una trina lucente.

(anonimo da liriche cinesi antiche)


***********************************************

dipinto di Santo Previtera

 (Sheng Lai)

Verso l’alto 

Passi scroscianti sui lapilli

Canti senza spartiti

Pini coraggiosi, pionieri di un nero deserto

Vento silenzioso

Danzano i pennelli

Al canto dell’inchiostro.




***********************************************



Alberi

Alberi!
Frecce voi siete
dall’azzurro cadute?
Quali tremendi guerrieri
vi scagliarono?
Sono state le stelle?
Vengon le vostre musiche
dall’anima degli uccelli,
dagli occhi di dio.


(F. Garcia Lorca)
**********************************************


Notte d’Estate



L’acqua della fonte
suona il suo tamburo
d’argento.
Gli alberi
tèssono il vento
e i fiori lo tingono
di profumo.
Una ragnatela
immensa
fa della luna
una stella.

(F. Garcia Lorca)


***********************************************

Jacaranda Blue di klbailey

 Albero

Tutto il cielo cammina come un fiume,
grandi blocchi traendo di fiamme e d'ombra.
Tutto il mare rompe, onda dietro onda,
splendido, alle fuggenti dune.

L'albero, chiuso nel puro contorno,
oscuro come uno che sta su la soglia,
muto guarda, senza battere foglia,
gli spazi agitati dal trapasso del giorno.

(Diego Valeri)

**********************************************


Il pioppo

Il pioppo nell’azzurro
è un vivo tremolio di grigio e argento;
fa in mezzo ai rami il vento
lento sussurro.

(G. Camerano)

 **********************************************

dipinto di Rafal Olbinski


Festa a scuola

Mamma, lo sai che abbiamo fatto festa
a scuola, stamattina? Allineati
dapprima; e poi, con il maestro, in testa
a piantar gli alberelli siamo andati.
E ne abbiamo piantati un per ciascuno,
ma bello come il mio non è nessuno:
svelto, diritto, a cuspide perfetta,
verde cupo nel folto e chiaro in vetta.
Un per ciascuno, eravamo in cento:
Ora cento alberelli al sole, al vento,
come fiere sentinelle se ne stanno…
e pensa che bel bosco diverranno!

(L. Salvatore)

 **********************************************

Apro la finestra, in una giornata di vento

Un cielo scorbutico
innervosisce gli alberi.
Sembrano parlottare,
muovendosi scomposti.
...Scuotono il capo
agitando la chioma,
avvicinandosi.
Forse borbottano
qualche malignità,
magari sfogano
qualche malumore.
Paiono complici,
in grande intimità.
Come bambini,
ridacchiano sottovoce,
per non turbare
il cupo genitore.
Li osservo,
indulgente.
Mi guardano,
per un istante breve.
Tornano poi
alle loro confidenze,
sussurrate all’orecchio
di rami ben disposti.
Chiudo i vetri,
lasciandoli tranquilli.

(Cristina Prina)

***********************************************

Verticale

Ma preferirei essere orizzontale.
Non sono un albero con la radice nel suolo
che succhia minerali e amore materno
per poter brillare di foglie ogni marzo,
e nemmeno sono la bella di un’aiola
che attira la sua parte di Ooh, dipinta di colori
stupendi,
ignara di dover presto sfiorire.
In confronto a me un albero è immortale,
la corolla di un fiore non alta, ma più
sorprendente,
e a me manca la longevità dell’uno e l’audacia
dell’altra.
Questa notte, sotto l’infinitesima luce delle stelle,
alberi e fiori vanno spargendo i loro freschi
profumi.
Cammino in mezzo a loro, ma nessuno mi nota.
A volte penso che è quando dormo
che assomiglio loro più perfettamente -
i pensieri offuscati.

L’essere distesa mi è più naturale.
Allora c’è aperto colloquio tra il cielo e me
e sarò utile quando sarò distesa per sempre:
forse allora gli alberi mi toccheranno e i fiori
avranno
tempo per me.

Sylvia Plath
(28 marzo 1961)


***********************************************
"Loro due da soli" Carlo Cordua 


Ditemi, grandi alberi sognanti
a voi non batte il cuore quando amore
fa cantare la cicala, quando il sole
sorprende e lascia immobile nel tempo
il batticuore alla tenera lucertola
perduta fra due mani in un dolce far niente?
Anche a me batte il cuore eppur non sono io
del fanciullo vittima innocente.

(Sandro Penna)

************************************************


Gli alberi
non vogliono il loro nome
Scritto nel cielo
non vogliono cantare
Poesie d’amore
non amano illuminarsi
nelle notti buie
non trattengono per se
i frutti
e neppure le foglie.
Si fanno accarezzare
dal vento
riscaldare dal sole
dissetare dalla pioggia
vestire dalla primavera,
vivono, guardandosi
intorno, in silenzio
e in questo silenzio
è il loro gran parlare...
agli uomini
alla terra
di uguaglianza
di Pace
e non di guerra.

(Sandrino Aquilani)

************************************************

Per essere albero

Per essere albero
devi imparare, almeno una volta,a essere ombra.
Per essere albero
devi avere la vita che ti scorre dentro,
confonderti tra i colori di mondi che vivono altrove,
Per essere albero
devi saper essere foglia e radice
sfidare il vento, nasconderti dentro la terra.
Saper crescere attorno ai cerchi concentrici della memoria
come il segno di tempi che si rincorrono
 lungo la vita.
Per essere albero,
per essere davvero albero,
devi saperti protendere al cielo,
saper parlare da solo alla luna,
saperti guardare nel riflesso di un fiordo,
seguire lo scorrere della vita a fianco del fiume.
Come una sequenza ininterrotta di storie da raccontare.

  (Guatan Tavara)

************************************************



Tra gli alberi nascosti 
vibra il canto 
di dolci 
voci 
i corpi caldi 
sinuosi nella danza 
nella libertà
di essere natura 
pura e vera.

(Silvia Calzolari)



********************************************



 Veder cadere le foglie

Veder cadere le foglie mi lacera molto
soprattutto le foglie dei viali
soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno,
una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d’accordo
con gli uomini e con me stesso.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
Soprattutto le foglie dei viali
Dei viali d'ippocastano.

(Nazim Hikmet)

***********************************************

Il testamento dell’albero

Un albero d’un bosco
chiamò gli uccelli e fece testamento:
“Lascio i miei fiori al mare,
lascio le foglie al vento,
i frutti al sole e poi
tutti i semetti a voi,
a voi, poveri uccelli,
perchè mi cantavate la canzone
della bella stagione…
E voglio che gli stecchi,
quando saranno secchi,
facciano il fuoco per i poverelli.

 (Trilussa)

***********************************************

olivastro millenario di Luras

La canzone dell’ulivo

Non vuole
per crescere, che aria, che sole,
che tempo, l’ulivo!
Nei massi le barbe, e nel cielo
le piccole foglie d’argento!
Tra i massi s’avvinghia, e non cede
se i massi non cedono, al vento.

(Giovanni Pascoli)


**************************************

Il colore verde del pino d' inverno......

“Uno spazio infinito in un tempo eterno…
se ascoltiamo bene, poi, da ogni elemento ci giunge
come un suono di una musica…
si avverte il passaggio
delle nuvole sulle montagne,
il suono del vento nel bosco,
il profumo dei fiori sui campi.
Le foglie che cadono e i fiori che appassiscono
ci esprimono il sentimento di mujo
ovvero nulla permane immutabile.
Ma il colore sempre verde del pino d’inverno
ci richiama alla verità eterna che
mai muta…”

(Ikenobo Senkei)

********************************************

Il pioppo

Conosci il riso del pioppo
al margine del ruscello?
E’ come un allegro monello
che sia cresciuto troppo.
Ride alla melodia
dell’ospite usignolo,
ride alla luna e al volo
d’un’ala che sfiora e va via.
Quando scherzoso arriva
tra le fogliette il vento,
ride e fruscia contento
d’una risata viva.
E guarda piegando piano
la cima di qua e di là,
l’acqua passata che va
lontano lontano lontano.

(L. P. Mazzolai)

*****************************************

La foresta
Pare un gran tempio ad agili colonne,
un tempio antico, scuro, con tappeti
di muschio e con festoni verdi e lieti.
Un tempio antico che ha per finestra il cielo;
di canzoni n’ha tante e la preghiera
la dicono gli uccelli mane e sera. (M. Bertolini)
Nel libro della natura
Vanta una storia la quercia superba,
ma l’ha forse men grande un filo d’erba?

(M. Spiritini)


*******************************************

 Han sradicato un albero.

Han sradicato un albero.
Ancora stamani
il vento, il sole, gli uccelli
l' accarezzavano benignamente. Era
felice e giovane, candido e eretto,
con una chiara vocazione di cielo
e un alto futuro di stelle.
Stasera giace come un bimbo
esiliato dalla sua culla, spezzate
le tenere gambe, affondato
il capo, sparso per terra e triste,
disfatto in foglie
e in pianto ancora verde, in pianto.
Questa notte uscirò - quando nessuno
potrà vedere, quando sarò solo-
a chiuderli gli occhi ed a cantargli
quella canzone che stamani il vento
passando sussurrava.

(Rafael Alberti)

********************************************

Il susino

Nel cortile c'e un susino.
Quant'è piccolo, non crederesti.
Gli hanno messo intorno una grata
perché la gente non lo pesti.

Se potesse, crescerebbe:
diventar grande gli piacerebbe.
Ma non servono parole:
quel che gli manca è il sole.

Che è un susino, appena lo credi
perché susine non ne fa.
Eppure è un susino e lo vedi
dalla foglia che ha.


(Bertold Brecht)

******************************************

Gli alberi

Gli alberi sembrano identici
che vedo dalla finestra
Ma non è vero. Uno grandissimo
si spezzò e ora non ricordiamo
più che grande parete verde era.
Altri hanno un male.
La terra non respira abbastanza.
le siepi fanno appena in tempo
a metter fuori foglie nuove
che agosto le strozza di polvere
e ottobre di fumo.
La storia del giardino e della città
non interessa. Non abbiamo tempo
per disegnare le foglie e gli insetti
o sedere alla luce candida
lunghe ore a lavorare.
Gli alberi sembrano tutti identici,
la specie pare fedele.
E sono invece portati via
molto lontano. Nemmeno un grido,
nemmeno un sibilo ne arriva.
Non è il caso di disperarsene,
figlia mia, ma di saperlo
mentre insieme guardiamo gli alberi
e tu impari chi è tuo padre.

(Franco Fortini)

*********************************************

Albero autunnale

Già matura
a foglia pel sereno suo distacco
discende
nel cielo sempre verde dello stagno.
In calmo
languore della fine, l’autunno s’immedesima.
Dolcissima
la foglia s’abbandona al puro gelo.
Sott’acqua
con incessanti foglie va l’’albero al suo dio.

(Jorge Guillèn )

*********************************************



 Pioppo morto
Vecchio pioppo!
Sei caduto
nello specchio
dello stagno addormentato,
piegando la fronte
al tramonto.
Non è stato il roco uragano
a spezzare il tuo tronco
né la pesante ascia
del boscaiolo, che sa
che tu devi
rinascere.
E' stato il tuo spirito forte
a chiamare la morte
vedendosi senza nidi, dimenticato
dai pioppi bambini del prato.
Gli è che tu avevi
sete di pensiero,
e la tua enorme testa centenaria,
solitaria, ascoltava i canti
lontani dei tuoi fratelli.
Non sarai più la culla
della luna,
né il magico riso
della brezza
né il bastone di una stella
a cavallo.
Non tornerà la primavera
della tua vita, né vedrai fiorire
i seminati.
Sarai nido di rane
e di formiche.
Avrai per capelli le ortiche
e un giorno la corrente
porterà via la tua corteccia
tristemente.
Vecchio pioppo!
Sei caduto
nello specchio
dello stagno addormentato.
Ti ho visto cadere al crepuscolo
e scrivo la tua elegia
che è anche la mia.

(Federico Garcia Lorca)

************************************


Autunno

Il cielo ride un suo riso turchino
benché senta l' inverno ormai vicino.
Il bosco scherza con le foglie gialle
benché l'inverno senta ormai alle spalle.
Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,
benché senta nell' onda il primo gelo.
È sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo
un fiore strano, un fiore ad ombrello, un fungo.

(Marino Moretti)

************************************************


Foto del giovane Neruda, in cui si firma «Ricardo Reyes»


 La canzone dell'albero vecchio 

Ruscello, tu che passi mormorando
con la voce cristallina questa canzone,
tu che passi così, sempre cantando,
dando le tue acque come benedizione,

tu che sai di vita, tu che sai
l’allegria ridente dell’ amore.
Che ti dicono gli occhi degli uccelli?
Ti han detto della mia vita e del mio dolore?

Io sono un albero vecchio, sono stanco,
ha il mio pianto il sale della mia afflizione,
e anche se tengo le braccia levate
non viene mai una consolazione.

Ho aspettato le gemme benedette,
ma sono ormai stanco di aspettare.
La tenera primavera non è venuta,
la porti tu, ruscelletto, nel tuo cantare?

Coi miei oscuri tronchi contorti
io sono come uno spettro nel verde
dell’allegra prateria. Sono vinto
e sono solo, molto solo, nel mio dolore.

Si aggrappano alla terra le mie radici,
contratte dalla disperazione.
I fiori coi loro timidi toni
sono vissuti nella mia fedele rassegnazione.

Io sono un albero vecchio, sono stanco,
ha il mio pianto il sale della mia afflizione,
e anche se tengo le braccia levate
non viene mai una consolazione...

(Pablo Neruda)

***********************************************

 Il ramo rubato

Nella notte entreremo
a rubare
un ramo fiorito.
Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell’ ombra.
Ancora non se n’è andato l’inverno,
e il melo appare
trasformato d’improvviso
in cascata di stelle odorose.
Nella notte entreremo
Fino al suo tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.
E cautamente,
nella nostra casa,
nella notte e nell’ ombra,
entrerà con i tuoi piedi
 il silenzioso passo del profumo
    e con i piedi stellati
                                                                    il corpo chiaro della Primavera.
                       
                                                                                    (Pablo Neruda)

*************************************************


 La quercia caduta 

Dov'era l'ombra, or sé la quercia spande
morta, né più coi turbini tenzona.
La gente dice: Or vedo:era pur grande!

Pendono qua e là dalla corona
i nidietti della primavera.
Dice la gente: Or vedo:era pur buona!
 
Ognuno loda, ognuno taglia. A sera
ognuno col suo grave fascio va.
Nell'aria, un pianto… d'una capinera

che cerca il nido che non troverà.

(Giovanni Pascoli)

********************************************************
Speranza

Il gigantesco rovere abbattuto
l' intero inverno giacque sulla zolla,
mostrando in cerchi, nelle sue midolla
i centonovant'anni che ha vissuto.
 Ma poi che Primavera ogni corolla
dischiuse con le mani di velluto,
dai monchi nodi qua e là rampolla
e sogna ancora d' essere fronzuto.
Rampolla e sogna - immemore di scuri -
l' eterna volta cerula e serena
e gli ospiti canori e i frutti e l’ire
aquilonari e i secoli futuri …
Non so perché mi faccia tanta pena
quel moribondo che non vuole morire!

(Guido Gozzano)

***********************************************
 Scuola


Negli azzurri mattini
le file svelte e nere
dei collegiali. Chini
sui libri poi. Bandiere
di nostalgia campestre
gli alberi alle finestre.

( Sandro Penna)

****************************************************
Tante foreste 

Tante foreste strappate alla terra
e massacrate
distrutte
rotativizzate  

Tante foreste sacrificate per la pasta da carta
di miliardi di giornali che attirano annualmente
l'attenzione dei
lettori sui pericoli del disboscamento delle selve e delle
foreste.

( Jacques Prèvert )

**********************************************
Alle fronde dei salici 

E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
tra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese:
oscillavano lievi al triste vento.

(Salvatore Quasimodo )

*************************************************
L'arboscello

Oggi il tempo è di  pioggia.
Sembra il giorno una sera,
sembra la primavera
un autunno, ed un gran vento devasta
l’arboscello, che sia, e non pare, saldo;
par tra le piante un giovanotto, alto
troppo per la sua troppo verde età.
Tu lo guardi: hai pietà
Forse di tutti quei candidi fiori
che la bora gli toglie e sono frutta,
sono dolci conserve
per l’inverno i suoi fiori, che tra l’erbe
cadono; e se ne duole la tua vasta
maternità.

(Umberto Saba)

******************************************************

Dalla superba 

Dalla superba
chioma dell’acacia
ravviata dal pettine del vento
graziosamente sfuggivano
riccioli di passeri cantori.

(Vittorio Tommasini)

******************************************************

Soldati 

Si sta come
d'autunno
sugli alberi le foglie

(Giuseppe Ungaretti ) 

******************************************************



Il romitaggio dei bambù -

In solitudine,
sedendo nella celata selva
dei bambù,
al tocco delliuto
fischio note sospese.
Nel segreto del bosco
non vedo alcuno:
chiara la luna giunge
con la sua luce.
Vado e vengo
nella capanna
 isolata fra i bambu
ogni giorno
col Tao più confidente.
Vengo e ritorno:
non vi sono che uccelli
del monte..
Dove la solitudine è piu fonda,
cessano gli uomini
 del mondo.
(Wang Wei)

***************************************************

Le quattro stagioni dei pini -
Crescono i pini
sparsi senza una regola,
non in filari ordinati,
ce n'è degli alti e dei bassi.
Nelle tempeste d'autunno
il vento fischia tra i rami,.
contro il sole d'estate
ci prestano un'ombra fresca.
Nel colmo della primavera
una pioggia sottile, a sera,
riempie le loro foglie
d'un carico di gocce pendule,
e alla fine dell'anno
il tempo della gran neve
stampa sui loro rami
una candida trina lucente.

 Poesia cinese  di Po Ciu-I

*********************************************************



I Giunchi della palude

I giunchi della palude son verdi
E si piegano al vento.
Vidi una donna che là camminava
Al finire del giorno.


Sull'acqua bruna della palude
Galleggiano i bianchi boccioli di loto.
lo la scorsi in piedi sulla sponda
Al cader della notte.

Tutta la notte rimango desto,
E non posso trovar sonno.
Flessibile mi riappare
Come un semplice giunco nel vento.

Chiudo gli occhi e rivedo
La bianchezza della sua gola,
Sull'acqua nera della notte illune
Galleggiar come fiore di loto.


Il libro delle odi

**********************************************************

I salici alla Porta d'Oriente

Son pieni di foglie che danno riparo.
Tu dicesti: - Prima che finisca la notte
C'è cinguettio sotto la gronda.


I salici alla Porta d'Oriente
Sono nell'ombra tutta la notte.
Tu dIcesti: - PrIma che finisca la notte
Lassù brilla la stella del mattino.


(anonimo dal libro delle odi )

**********************************************************

“A coloro che verranno”

Quali tempi sono questi, quando
discorrere d'alberi è quasi un delitto,
perché su troppe stragi comporta silenzio!
E l'uomo che ora traversa tranquillo la via
mai più potranno raggiungerlo dunque gli amici
che sono nell'affanno?

È vero: ancora mi guadagno da vivere.
Ma, credetemi, è appena un caso. Nulla
di quel che fo m'autorizza a sfamarmi.
Per caso mi risparmiano.
(Basta che il vento giri,e sono perduto).

"Mangia e bevi!", mi dicono: "E sii contento di averne".
Ma come posso io mangiare e bere, quando
quel che mangio, a chi ha fame lo strappo, e
manca a chi ha sete il mio bicchiere d'acqua?
Eppure mangio e bevo.

Vorrei anche essere un saggio.
Nei libri antichi è scritta la saggezza:
lasciar le contese del mondo e il tempo breve
senza tema trascorrere.
Spogliarsi di violenza,
render bene per male,
non soddisfare i desideri, anzi
dimenticarli, dicono, è saggezza.
Tutto questo io non posso:
davvero, vivo in tempi bui! Nelle città venni al tempo del disordine,
quando la fame regnava.
Tra gli uomini venni al tempo delle rivolte,
e mi ribellai insieme a loro.
Così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.


  (Bertholt Brecht )
(1939)
*******************************************************




Ma instancabilmente cresce l’albero
e muore l’albero e alla vita accorre
altro germe e tutto continua
e non è l’avversità quella che separa
gli esseri, ma la crescita,
mai un fiore è morto: nasce sempre.

La verità è che tutto è fiorito
e il sole non conosce cicatrici.  

(Pablo Neruda)

Amori. Delia (II)

   
********************************************************

“Sai che gli alberi parlano?
Sì parlano. Parlano l'un con l'altro
e parlano con te,
se li sai ascoltare.
Ma gli uomini bianchi non ascoltano.
Non hanno mai pensato
che valga la pena di ascoltare
noi indiani e, temo che non ascolteranno
nemmeno le altre voci della Natura.
Io stesso ho imparato molto dagli alberi:
talvolta qualcosa sul tempo,
talvolta qualcosa sugli animali,
talvolta qualcosa sul Grande Spirito.”

(Tatanga Mani)


***************************************************************
 
Preghiera Dell’Albero

Uomo! Io sono il calore del tuo focolare nelle fredde notti d’inverno.
Io sono l’ombra amica quando sfolgora il sole d’estate,
sono la trave della tua casa, l’asse della tua tavola.
Io sono il legno col quale fai le tue navi,
sono il manico della tua zappa e la porta della tua entrata.
Io sono il legno della tua culla, sono il letto nel quale dormi e sogni.
Io sono il pane della bontà, il fiore della bellezza.
Ascolta la mia preghiera: non distruggermi!

(Gilbert Anscieau)


************************************************





Giochi ogni giorno

Giochi ogni giorno con la luce dell'universo.
Sottile visitstrice, giungi nel fiore e nell'acqua.
Sei più di questa bianca testina che stringo
come un grapolo tra le mie mani ogni giorno.

A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle.
chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.


Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
Qui vengono a finire i venti, tutti.
La pioggia si denuda.

Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
Il temporale solleva in turbine foglie oscure
e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo.

Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all'ulitmo grido.
Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi.


Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli,
ed hai persino i seni profumati.
Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.

Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi
e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.

Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri,copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi.

(Pablo Neruda)
da Venti poesie d'amore e una canzone disperata

***********************************************





Soave ti pieghi

alle promesse d'amore
come una betulla
al passare del vento
e io contento
baciandoti mi chino su di te
e fingo sia così
da sempre.

(Silvano Agosti)

da Sogno d'amore (1976)

***********************************************************************

 Una casa sull'albero, 

una casa che profuma di liberta',
Un rifugio segreto per te e per me,
In alto tra i rami frondosi
Accogliente come solo una casa puo' essere.

Una casa su una strada, una casa pulita,
In cui sei sicuro di avere piedi puliti,
Non è di certo il mio tipo di casa -
Andiamo a vivere in una casa sull'albero.


“Treehouse”
A treehouse, a freehouse,
A secret you and me house,
A high up in the leafy branches
Cozy as can be house.

A street house, a neat house,
Be sure and wipe your feet house,
Is not my kind of house at all –
Let’s go live in a tree house.

~Shel Silverstein ~


**************************************************


Rifugio d'uccelli notturni 


In alto c'è un pino distorto;
sta intento ed ascolta l'abisso
col fusto piegato a balestra?
Rifugio d'uccelli notturni,
nell'ora più alta risuona
d'un battere d'ali veloce.
Ha pure un suo nido il mio cuore
sospeso nel buio, una voce;
sta pure in ascolto, la notte.

(Salvatore Quasimodo)


*************************************************

Alberi deformi
s'ergono
abbracciati
verso il cielo
capriccioso

varchi di sentieri

luminosi
indagano gli uccelli
che fanno ritorno
il segreto del vedere
lo splendore
è la boscaglia
che sospesa
tra le stelle
racchiude il volto
del mio amore.

(Claudio Barbieri)

***************************************************


Sono cent’anni che non ho visto il suo viso

che non ho passato il braccio
attorno alla sua vita
che non mi son fermato nei suoi occhi
che non ho interrogato
la chiarità del suo pensiero
che non ho toccato il suo ventre
eravamo sullo stesso ramo
insieme eravamo sullo stesso ramo
caduti dallo stesso ramo 
ci siamo separati
e tra noi il tempo è di cent'anni 
di cent'anni la strada...
e da cent'anni nella penombra
corro dietro a te.

NAZIM HIKMET
( In esilio Stoccolma, 1960)


********************************************

 
Simbiosi

Ti guardo meravigliato
tanta bellezza
capir mi fa
la grandezza
che la natura ha
per le sue creature
a cui vita da.
Ti osservo estasiato
mentre mi assale
il desiderio di abbracciarti,
di legarmi a te
per sentire
l’emozione che da
il contatto con te.
Le mie mani ti stringono
i miei occhi chiudo
mentre l’energia che emani
attraversa me, facendomi vibrare.
Energia vitale
che tu naturalmente doni
a chi come me
ha fiducia in te.
Ti abbraccio con amore
risucchiando dentro me
l’energia pura
che madre natura
copiosamente ti dona.
Resto immobile
nutrendomi di te,
apro il mio cuore
perché quel che doni
è come l’amore.
Mi dai pace
enorme e totale
trasmetti serenità
all’anima già serena,
doni vitalità
al mio fisico mai stanco
di stare con te
vivendo la simbiosi
che una natura amica
copiosamente mi dona.
Mi sento unito
al tuo tronco vitale
mentre le tue radici
diventano i miei piedi
permettendomi di assorbire
tramite te
l’energia vitale
che dalla terra sale.
Tu albero io uomo
uniti alla terra,
alla nostra madre terra
che genera e trasforma
attraverso te
energia e materia
e che oggi, tramite te
lo permette anche a me.
(Antonio Meola)

**********************************

 L'arte non chiede mai a nessuno di fare nulla, 
di pensare nulla, di essere nulla. 
Esiste come esiste l'albero, 
si può ammirare, ci si può sedere alla sua ombra, 
si possono coglierne banane, 
si può tagliarne legna da ardere, 
si può fare assolutamente tutto quel che si vuole.

Ezra Pound



**************************************

 Sotto il tiglio

Sotto il tiglio
Presso il prato,
là era il nostro giaciglio,
là potrete trovare
belli insieme
fiori rotti ed erba.
Davanti al bosco, in una valle,
tandaradei,
tanto bene cantava l’usignolo.

Camminando arrivai
al prato:
là era giunto il mio amore.
E là venni accolta
così felicemente
che ne sono sempre più estasiata.
Mi baciò? Oh, per mille ore!
tandaradei,
Guardate com’è rossa la mia bocca!

 

Là egli aveva costruito,
quanto ricco
di fiori, un giaciglio.
Riderà di cuore
Tra sé
chi passi da quello stesso sentiero.
Presso le rose potrà,
tandaradei,
scorgere dove giaceva il mio capo.

Lui giacque con me.
Lo venisse a sapere qualcuno
(non voglia così Dio)
ne avrei vergogna.
E nessuno sappia mai
quello ch’ha curato far con me,
a parte io e lui
e un piccolo uccellino
tandaradei,
che certamente sarà fedele.

(WALTHER VON DER VOGELWEIDE)

UNDER DER LINDEN (UNTER DER LINDE)

Under der linden
an der heide,
dâ unser zweier bette was,
dâ mugt ir vinden
schône beide
gebrochen bluomen unde gras.
vor dem walde in einem tal,
tandaradei,
schône sanc diu nahtegal.

Ich kam gegangen
zuo der ouwe,
dô was mîn friedel komen ê
dâ wart ich enpfangen,
hêre frouwe,
daz ich bin sælic iemer mê.
kuster mich? wol tûsent stunt,
tandaradei,
seht wie rôt mir ist der munt.

Dô hât er gemachet
alsô rîche
von bluomen eine bettestat.
des wirt noch gelachet
inneclîche,
kumt iemen an daz selbe pfat.
bî den rôsen er wol mac,
tandaradei,
merken wâ mirz houbet lac.

Daz er bî mir læge,
wessez iemen
(nû enwelle got!), sô schamt ich mich.
wes er mit mir pflæge,
niemer niemen
bevinde daz wan er und ich
und ein kleinez vogellîn,
tandaradei,
daz mac wol getriuwe sîn.

WALTHER VON DER VOGELWEIDE


***********************************************

Alberi
Sempre fermi, sempre ritti,
sempre zitti,
come impavidi soldati,
stanno i buoni alberi, armati
sol di foglie e fiori e frutti,
di cui fanno dono a tutti.
Tutto danno quel che hanno
e per sè tengono solo
un gorgheggio d’usignolo
un fischietto di fringuello
un sussurro di ruscello.

(D. Valeri)

***********************************************
Il ciliegio

Ho un ciliegio nell’orto
(proprio sotto al murello)
vecchio, rugoso e storto,
che rinnova il mantello
ad ogni primavera;
e tra le nuove foglie,
quando viene la sera,
i passeri raccoglie.
Nel sussurrar del vento,
tra il cinguettar vivace,
parla, sereno e lento:
“Son vecchio, ma mi piace
allargare i miei rami
nell’aria cilestrina,
udir questi richiami
di sera e di mattina…”.
“Se poi i dolci frutti”
un passero gli dice
“te li mangiamo tutti,
ancora sei felice?”
“Ma sì!” lieto risponde
il ciliegio. “La vira
di queste annose fronde
se non dona… è finita”.

 (G. Fanciulli)

***********************************************
Boschetto

In questo boschetto di poche gaggie
ricanta un uccello le sue poesie.
Se un cuore vi passa, si ferma e ristà,
riparte provvisto di felicità.
E’ un bosco d’un’ombra armoniosa e leggera
e un angelo viene a dormirvi la sera.
Per farsi un lettuccio men duro raccoglie,
dai ceppi muschiosi, bracciate di foglie.
E vede, addondando nell’umida cuna
passare tra i rami più alti la luna;
e sente tra fronde dal vento toccate
tremore e bisbigli di calde nidiate;
e trova la pace d’un sonno tranquillo
tra un canto d’uccello e il canto d’un grillo.

(R. Pezzani)


*************************************************
L’abete

Nel nord sull’altura nuda
un abete sorge solo,
ha sonno, e di ghiacci e di neve
lo cinge un bianco lenzuolo.
Sognando va d’una palma,
che nel remoto levante,
solinga e muta s’attrista
sopra il dirupo bruciante.

(E. Heine)

******************************************
L’arbusto

Un arbusto si protende
dalla roccia alta sul mare;
vede un solco che risplende,
ode l’onda sussurrare…
E vorrebbe volar via
per svanire nell’azzurro,
dietro la fiammante scia,
dietro il magico sussurro.
Il pioppo
Conosci il riso del pioppo
al margine del ruscello?
E’ come un allegro monello
che sia cresciuto troppo.
Ride alla melodia
dell’ospite usignolo,
ride alla luna e al volo
d’un’ala che sfiora e va via.
Quando scherzoso arriva
tra le fogliette il vento,
ride e fruscia contento
d’una risata viva.
E guarda piegando piano
la cima di qua e di là,
l’acqua passata che va
lontano lontano lontano.

(L. P. Mazzolai)
****************************************
La foresta

Pare un gran tempio ad agili colonne,
un tempio antico, scuro, con tappeti
di muschio e con festoni verdi e lieti.
Un tempio antico che ha per finestra il cielo;
di canzoni n’ha tante e la preghiera
la dicono gli uccelli mane e sera.

(M. Bertolini)

*******************************************
Se odorano le felci

Se odorano le felci
e il sole entra discreto tra le foglie
e l’aria sfiora tra i castagni
il sonno degli uccelli
prendi la tua sorella per mano
falle un cuscino di muschio
e nel silenzio
ascolta l’ora più bella del bosco.
Domani la pioggia ed il vento
avranno disperso l’incanto.

(L. Deli Gazo)
*************************************************
Pini

All’estremo orizzonte i grandi pini
se n’andavano curvi in lunga traccia,
a uno a uno come pellegrini:
e ciascuno recava per bisaccia,
alto sopra la livida brughiera,
una nuvola d’oro della sera.

(D. Valeri)

***********************************************

fotografia di Valentina Meloni

L’olivo

Argento placcato di verde
mi sembra la foglia
che il verno giammai non dispoglia
nè il vento disperde.
Egli offre la drupa sua nera
in tempo d’avvento,
al tordo che vola contento,
all’uomo che spera.
E quando il freddo è più vivo,
con funi, con scale,
con cesti e panieri si sale
la pianta d’olivo.
Usando un arnese ad uncino
s’incurvan le vette,
si strusciano e s’empion sacchette
chè aspetta il mulino.

(F. Socciarelli)

***************************************

Speranza

C’è un grande albero spoglio
in mezzo all’orto: pare
che soffra e non si possa
coprire e riscaldare.
Vola sui nudi rami
un passero sperduto,
e cinguetta più forte
in segno di saluto.
Geme l’albero: “Un tempo
fui giovane e fui bello:
candidi fiorellini
erano il mio mantello.”
Il passero cinguetta:
“Oh vecchio albero, spera!
Si scioglieran le nevi:
verrà la primavera.

(M. Dandolo)

**********************************************

L’alberetto

Sul principio del boschetto
l’alberetto
guarda intorno, aspetta e spera
primavera.
Non ha foglie, non ha fiori,
non ha umori;
non ha nidi, nè richiami
sopra i rami.
AL suo piede una viola
sola sola,
stenta a fare capolino
tra uno spino.
Fischia il vento, scuro è il cielo:
ahi, che gelo!
Com’è triste, nell’aspetto,
l’alberetto.

(F. Socciarelli)

****************************************************

Il bosco

Specie per voi bambini il bosco è bello,
ospita tanti uccelli e tanti nidi:
c’è talvolta un ruscello
e l’eco che risponde ai vostri gridi.
D’estate che bell’ombra! Che frescura!
Quante frutta selvatiche e gustose
in mezzo alla verdura!
E di notte, quante voci misteriose!
Anche d’autunno, quando s’è spogliato
e di frutta e di nidi, è bello ancora,
ma i colpi del pennato
vi si fanno sentir fino all’aurora.
Or più non vi canta l’assiolo
con la sua voce dolorosa: “Chiù!”
E’ l’inverno, e il boscaiolo
picchia di scure e molto butta giù.
E taglia tanta legna, chè i bambini
quando sentono il freddo stanno male.
Avran tutti i camini
un ceppo per la notte di Natale.

(F. Socciarelli)

*****************************************************

Due palme

Due palme son nel giardino;
al mattino
che allegro cinguettio
le anima al sole.
E se talvolta il fragore
di motorini, camion o altro motore
lo sovrasta per poco,
ben presto passa il rumore,
ma il cinguettio rimane
come limpida acqua
da cui traspare
incantato fondo di mare.

(F. Gisondi)

 ***********************************************************************************
Alberi

Sempre fermi, sempre ritti,
sempre zitti,
come impavidi soldati,
stanno i buoni alberi, armati
sol di foglie e fiori e frutti,
di cui fanno dono a tutti.
Tutto danno quel che hanno
e per sè tengono solo
un gorgheggio d’usignolo
un fischietto di fringuello
un sussurro di ruscello.

(D. Valeri)
Illustrazione di Serena Curmi









Tutte le opere contenute in questa raccolta restano di proprietà dei rispettivi autori o degli aventi diritto. Il proprietario di questo blog non intende in alcun modo violare il copyright o farle passare come proprie opere.