lunedì 27 febbraio 2017

Il confine del vento (Paolo Polvani)

Il Vento di Vincent van Gogh


Questa campagna esatta e laboriosa tenere tra le braccia,
masticarla piano, assaporare tra i denti una gioia
assoluta e senza credi, diventare lo sguardo fisso delle vigne,
essere i sentieri che corrono a perdifiato tra gli ulivi, vene
che ingurgitano i verbi della luce, la grammatica breve
degli insetti, le vite infinite e sconosciute, le chiome
nebulose dove si frange il volo della gazza, le aperte
geometrie, se potessi questa terra ingoiarla, digerirne
le masserie lucide di calce e di silenzi, essere il brusio
delle finestre, il richiamo misterioso dei pozzi, se potessi
essere la memoria di tutti i fili d’erba, essere io lo sguardo
il suono, il confine del vento.

da Compagni di viaggio, ediz. Fonema, Perugia 2009

lunedì 20 febbraio 2017

Cedri (Meira Delmar)

cedro di La Morra (Piemonte) fotografia di Francesco Rava


I miei occhi di bambina videro
– già molti anni addietro – elevarsi
fino alle nuvole un volo
di verde progressivo
che l’aria intorno
riempiva di balsamo
con tranquilla insistenza.

Il silenzio si percepiva come una
musica interrotta all’improvviso,
e nel mio petto cresceva
lo stupore.
La voce del padre, allora,
si piegò al mio orecchio
per dirmi, sottovoce:

“Sono i cedri del Libano
figlia mia.
Da mille anni, forse
da due volte mille, essi crescono
ai piedi di Dio.
Conserva la loro immagine
nella mente e nel sangue.
Non dimenticare mai
che hai osservato da vicino
la Bellezza”.
E da quel momento
così lontano,
qualcosa in me si rinnova
e trema
quando incontro nelle pagine
di un libro
la loro memorabile immagine.

lunedì 13 febbraio 2017

Odo ancora la tua voce (Paul Éluard)

Pietro Ciafferi (1600-54)

Ama ama
E tu ti sentirai divenire come quercia
Sarà tua ombra il bosco
Uccelli e stelle sul capo ti si poseranno
Tu dormirai solo in un altro sonno
Pupille senza sonno veglieranno sulle tue
Tu sarai come pazzo all'idea della gioia
Tu le rame del sole prenderai tra le braccia


(da Egolios)

Paesaggio in movimento (Hilde Domin)


Si deve saper andare via
e tuttavia essere come un albero:
come se le radici rimanessero nel terreno,
come se il paesaggio si muovesse e noi restassimo fermi.
Si deve trattenere il fiato,
finché si calma il vento
e l’aria estranea inizia a girarci intorno,
finché il gioco di luci e ombre,
di verde e di blu,
crea gli antichi disegni
e siamo a casa,
ovunque essa sia,
e possiamo sederci e appoggiarci,
come se fossimo alla tomba
di nostra madre.

lunedì 6 febbraio 2017

Certi alberi vicini alle case ( Mariangela Gualtieri )


Certi alberi vicini alle case
sostano in una pace inclinata
come indicando come chiamando
noi, gli inquieti, i distratti
abitatori del mondo. Certi alberi
stanno pazientemente. Vicini
alle camere nostre dove gridiamo
a volte di uno stare insieme
che ha dentro la tempesta
noi che devastiamo facce care
per una legge di pianto.

( da BESTIA DI GIOIA, Giulio Einaudi Editore, Torino 2010)