lunedì 17 aprile 2017

Ho infilato a un ramo una poesia (Evgenij Aleksandrovič Evtušenko)

Omikuji in kyoto

Ho infilato a un ramo
una poesia,
che lotta
e non si lascia afferrare
dal vento
Mi chiedi:
“Sfilala, non scherzare.”
La gente passa.
Guarda
si stupisce.
L’albero brandisce
la poesia.
Non dobbiamo discutere.
Dobbiamo proseguire
“Ma non te la ricordi”-
È vero però domani te ne scriverò una nuova.
Vale agitarsi per una simile sciocchezza!
Non pesa certo al ramo la poesia.
Te ne scriverò
quante vorrai.
“Per ogni albero-
una poesia!”
Ma più avanti come saremo?
Questo forse presto lo dimenticheremo?
No,
se andando avanti diverrà difficile,
ci sovverrà
di dove,
in piena luce,
un albero brandisce
una poesia,
e sorrideremo:
“Dobbiamo proseguire”

(1955) da “Poesie d’Amore”, Newton Compton, trad. Evelina Pascucci


lunedì 10 aprile 2017

Chiamo la neve come un bambino (Ida Travi)








Chiamo la neve come un bambino, Usov

la neve è un bambino con la testa rossa

è un parente lontano, un orso

Chiamo la neve e lei viene

obbedisce, tutto zittisce, nel nuovo nulla

Sotto il grembiule nero, dorme

la maglia bianca, sotto la cinta di fuoco

brilla il tuo campo nero

là sotto, là sotto…

Dove è caduta la goccia, dove

dal nulla spunta

la candida foglia verde.


(Da "Katrin Saluti dalla casa di nessuno", Moretti&Vitali,  2013)

lunedì 3 aprile 2017

Le piccole piante (Franco Fortini)







Le piccole piante mi vengono incontro e mi dicono:
«Tu, lo sappiamo, nulla puoi fare per noi.
Ma se vorrai entreremo nella tua stanza,
rami e radici fra le carte avranno scampo».

Ho detto di sì a quella loro domanda
e il gregge di foglie ora è qui che mi guarda.
Con le foreste riposerò e le erbe sfinite,
vinte innumerabili armate che mi difendono.

(Da Composita solvantur, Einaudi, 1994)