giovedì 31 marzo 2016

Yoko allo specchio


Donna che si acconcia i capelli davanti la finestra, shin hanga, di genere bijinga, di Hirano Hakuho (1879-1957)
n a n i t a 


Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.Poesia protetta dai diritti d'autore.

lunedì 28 marzo 2016

La bambina che va sotto gli alberi (Camillo Sbarbaro)



La bambina che va sotto gli alberi
non ha che il peso della sua treccia,
un fil di canto in gola.
Canta sola
e salta per la strada: ché non sa
che mai bene più grande non avrà
di quel po' d'oro vivo per le spalle,
di quella gioia in gola. A noi che non abbiamo
altra felicità che di parole,
e non l'acceso fiocco e non la molta
speranza che fa grosso a quella il cuore,
se non è troppo chiedere, sia tolta
prima la vita di quel solo bene. 

Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.Poesia protetta dai diritti d'autore.

venerdì 25 marzo 2016

Haiku tra meridiani e paralleli – Terza stagione

copertina volume/clicca per andare al libro


Un uscita oggi il volume di haiku che ho avuto il piacere e l'onore di introdurre 

Haiku tra meridiani e paralleli
Terza stagione

A.A.V.V.
Editore: FusibiliaLibri
Collana: Collegamenti
Curatore: Dona Amati
Anno 2016
pp. 176
formato 15×15
15,00 euro
ISBN 9788898649266
prefazione di Valentina Meloni
foto di Hitoshi Shirota


Terza stagione per gli Haiku tra meridiani e paralleli. Il volume è arricchito ancora una volta  dai suggestivi scatti del fotografo giapponese Hitoshi Shirota.


Dalla prefazione di Valentina Meloni:

La Terza stagione di Haiku tra Meridiani e Paralleli si apre con le composizioni della poetessa e antropologa brasiliana Marcia Theophilo. Seguono poeti noti e meno noti, alcuni dei quali hanno fatto dello haiku oggetto di studio […] Quello che insegna la composizione haiku, infatti, è principalmente un concetto estetico e filosofico di cultura Zen, forse ancora molto lontana da quella occidentale e tuttavia in stretta correlazione con essa, laddove è presente, nella natura, nelle cose viventi, negli esseri ma anche nell’assenza e nei silenzi, nelle percezioni indefinibili ricongiungibili al tutto, quel fluido vitale che permea l’universo intero e che la filosofia orientale riconduce univocamente a una minuscola parola: Ki (in cinese qi). Non possiamo considerare infatti, la scrittura haiku senza prendere in esame l’estetica e la pittura, perché la scrittura ideografica contiene già all’interno del logogramma un’immagine ‘predefinita’ che fa sì che la mente dipinga con estrema velocità i concetti espressi e, quindi, colleghi quel filo situato entro il vuoto dello stacco o del ribaltamento semantico a quei concetti, a quelle immagini che transitano tra i versi.

Dalla postfazione di Dona Amati:

Ricercando la “radice delle cose” fin dentro le ricchezze della lingua, per questo terzo volume abbiamo voluto che l’esperienza espressiva si estendesse dalla lingua nazionale a quelle locali, i dialetti, considerando che già Kobayashi Issa (1763-1828), riconosciuto come uno dei massimi maestri di haiku, ha tracciato questa esperienza utilizzando nelle sue composizioni un linguaggio affezionato all’immediatezza popolare, dove la semplicità quotidiana del dialetto trova una sua corrispondenza con la fisionomia essenziale dei princìpi Zen. […] Secondo Masaoka Shiki (1867-1902) lo haiku deve ritrarre la realtà (shasei: ritrarre ciò che si vede con i propri occhi), come in un quadro. Ecco quindi che anche l’utilizzo del linguaggio ‘primario’ dialettale, al pari della formalità dell’elemento classico degli haiku, il kigo, che esplicita il contesto in cui si svolge la scena descritta, testimonia la presenza interdipendente tra uomo, natura, poesia.


giovedì 24 marzo 2016

Nudo con gatto nero


Nude with Black Cat, Takahashi Shotei
n a n i t a 


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lunedì 21 marzo 2016

Gocce di rugiada (Emilio Paolo Taormina)


se potessi infilare
                        un ago
nelle gocce di rugiada
   che luccicano
sulla magnolia
ti regalerei
            una collana

[Tratta  da La cengia del corvo]






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giovedì 17 marzo 2016

Fili di Luna


fotografia di Hitoshi Shirota


n a n i t a 


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lunedì 14 marzo 2016

Scritto con inchiostro verde (Octavio Paz)

illustrazione di Angel Campos


L'inchiostro verde crea giardini, selve, prati,
fogliami dove cantano le lettere,
parole che son alberi,
frasi che son verdi costellazioni.

Lascia che le parole mie scendano e ti ricoprano
come una pioggia di foglie su un campo di neve,
come la statua l'edera,
come l'inchiostro questo foglio.
Braccia, cintura, collo, seno,
la fronte pura come il mare,
la nuca di bosco in autunno,
i denti che mordono un filo d'erba.

Segni verdi costellano il tuo corpo
come il corpo dell'albero le gemme.
Non t'importi di tante piccole cicatrici luminose:
guarda il cielo e il suo verde tatuaggio di stelle.



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giovedì 10 marzo 2016

Cuore di lucciola


stampa: Ito Shinsui, Firefly

n a n i t a



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lunedì 7 marzo 2016

Versicoli quasi ecologici (Giorgio Caproni)


immagine: ex-libri L'albero dei libri dell'artista Pietro Paolo Tarasco

Non uccidete il mare,
la libellula il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: «Come
potrebbe tornare a esser bella,
scomparso l’uomo, la terra».

(da Res amissa, Garzanti, 1991)


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giovedì 3 marzo 2016

Tra i capelli


Combing Her Hair, Torii Kotondo.

n a n i t a 


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