lunedì 27 giugno 2016

La mia casa è il pianeta Terra (Márcia Theóphilo)

fotografia: Rostislav Košťál

Non da te, ma dal tempo sarò divorato
Ma io ti divorerò, non il tempo
Una flora pelosa, un verde manto
È il pianeta Terra da me abitato.

Il bosco é vasto, gli alberi parlano
parlano gli animali e il vento agitato.
Acque, polline, semi proliferano.
Tu re del mondo un giorno sarai divorato.

I denti di giaguaro in filo spinato
Ti attraverseranno la gola e morirai
Per i tuoi crimini sarai divorato

Massa scorporificata mollemente.
Ma tu natura all’Orfeo obbedirai:
pioggia inversa salirà costantemente.

Per “Le sonnet des Amériques”, Québec, 20/04/2001

(Da "Foresta mio dizionario)


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Não por ti, mas pelo tempo serei devorado
Mas eu te devorarei, não o tempo.
Uma flora pelosa , um verde manto
é o planeta Terra por mim habitado.

O bosque é vasto, as arvores falam
falam os animais, com o vento agitado.
As águas o pólen, as sementes proliferam
Tu rei do mundo, um dia serás devorado.

Os dentes de jaguar de arame farpado
atravessar-te-ão a garganta e morrerás
pelos teus mesmos crimes serás condenado.

Massa descorporificada molemente.
Natureza ao Orfeu obedecerás
E a chuva inversa subirá constantemente.


(para o “Le Sonnet des Amériques, Québec 20/04/2001)


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