mercoledì 29 gennaio 2014

Fiori di parole (A Giuseppe)





Rivoli di pensieri
tra stralci d’Infinito.
Ali spiegate in cerca
di Speranze mai sopite.


Voce di cuore pulito.
Le mani tese come
fiumi in piena scorrono
in lacrime di Sogni.


Occhi di stelle comete
si tuffano nell’Abisso
di un desiderio… E tu
che abiti il Pianeta delle parole
lasci cadere versi, quasi petali…


Fiori all’Essenza d’anima
fai affiorare, delicati…
Meraviglia d’un volo mistico,
d’una visione che già
trasforma in bianca Nostalgia.


(Valentina Meloni)


Poesia dedicata alla voce nobile e poetica dell'amico Giuseppe Guidolin


Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore. Poesia protetta dai diritti d'autore.

lunedì 27 gennaio 2014

I fantasmi di Etty



I FANTASMI DI ETTY [1]

“In me non c’è un poeta, 
in me c’è un pezzetto di Dio 
che potrebbe farsi Poesia. 
In un campo 
deve pur esserci un poeta,
che da poeta viva 
anche quella vita
e la sappia cantare:
[…]”Su, lasciatemi essere 
il cuore pensante 
di questa baracca.”
( Etty Hillesum)


Tornerete, lo so, a visitarmi, 
bambini fantasmi, 
nelle notti di bufera,
lungo i sogni che non hanno trama.
Vedo già ora i vostri nomi 
scritti sul selciato che calpesto
sulle mura nere di edifici 
che custodiscono le vostre voci.
Posso vederle 
sopra ogni cancello aperto sul nulla:
sventolano stanche, 
le vesti appese di tante
Esther(אסתר),
Ariel(אריל), 
Myriam (מרימ), 
di tante Sarah (רהש)
e molte altre che non conosco
mi chiameranno, lo so, da lontano,
dalle minuscole scarpe vuote
abbandonate a mucchi 
dentro a fotografie sbiadite…
Quelle foto che non si vedono
nei libri di scuola ma stanno appese
come muti spettri in mostre indette 
per l’Olocausto di un dolore.
Non vedo suole, non forma , 
non colore…Scarpe? 
Sembrano folle di piedini confusi 
che hanno perso la strada e la fiducia…
lungo binari che portano alla morte. 
Si sono persi
Yehochoua (יהושע), 
Mikhael (מיכאל), 
David (דוד)
e i piccoli Immanouel (עמנואל) 
ed Eliyahou (אליהו)
non troveranno più la loro mamma. 
Se un Dio esiste
– perché ad accettare questo, 
dovrebbe venir meno la fede a ogni uomo-
li avrà senz’altro ricongiunti 
in un abbraccio senza fine,
in questa vita o in un'altra, 
dentro nuovi volti e nuove storie.
Qualcuno la chiamò
“soluzione finale” 
ma quanto si sbagliava?
Non ci può essere fine nel richiamo 
di atrocità che non hanno assoluzione… 
Non le vedete, non le sentite tutte quelle vite 
che ancora sono in processione
in attesa d’esser vissute? 
E paiono sospese, 
quasi fossero al di fuori della storia,
degli anni, del tempo … 
Sospese sopra le coscienze 
come un avvertimento,
che non ha fine l’odio dietro a quei cancelli 
e si perpetua in ogni uomo,
in ogni bambino sacrificato in nome di nulla… 
Perché Dio non ha mai chiesto sacrifici!
E’ la bugia più grande questa,
occultata dentro a una parola –Olocausto- [2]
non individua la tragedia della storia, 
sembra semmai quasi una scusa
quella definizione messa lì a mo’ di toppa
per nascondere la colpa
di tutti quelli che non hanno fatto nulla, 
di tutti quelli che non lo fanno ancora,
di tutti quelli che non lo faranno,
perché quel dolore che brucia ancora adesso,
non si consuma e mai si consumerà
fin quando anche una sola vita
arderà di quel ricordo in ogni ingiustizia 
presente, passata e futura,
in ogni piccola creatura
immolata nel nome di una divinità!


(Valentina Meloni)


"Coloro che non hanno memoria del passato sono condannati a ripeterlo" 


27 Gennaio 2014, giornata della memoria

 

Note
[1] Etty Hillesum: Esther Hillesum, detta Etty (Middelburg, 15 gennaio 1914 – Auschwitz, 30 novembre 1943),è stata una scrittrice olandese di origine ebraica, vittima della Shoah.

[2] La parola "Olocausto" deriva dal greco ὁλόκαυστος (olokaustos, "bruciato interamente"), a sua volta composta da ὅλος (olos, "tutto intero") e καίω (kaio, "brucio") ed era inizialmente utilizzata ad indicare la più retta forma di sacrificio prevista dal giudaismo. L'Olocausto in quanto genocidio degli ebrei è chiamato, più correttamente, con il nome di Shoah (in lingua ebraica: השואה, HaShoah, "catastrofe", "distruzione").
Foto copertina
da" Gli 83 giorni di Etty Hillesum Auschwitz"di Beppe Bovo, Edizioni La Meridiana.

Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.Poesia protetta dai diritti d'autore.

giovedì 16 gennaio 2014

Siamo silenzi






Siamo silenzi
cullati dalla luce
avvolti da un raggio di sole
in attesa 
che un fremito di vento
dissolva le nostre paure 
ci mescoli i pensieri
impigliandoci alle nuvole 
passeggere
per portarci altrove...

(Valentina Meloni)


poesia pubblicata nella raccolta "Il Federiciano (Libro Blu)"2014



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mercoledì 8 gennaio 2014

Lingue inascoltate


Ti diranno di non fidarti, di fare attenzione,
che la felicità è una trappola per ingordi
tu ubriacati di sentimento

ti diranno che il destino è una pagina cieca
dove ti sorprenderai dei punti a capo
tu affidati all'inchiostro incerto

ti diranno di sorridere all'invidia, di lasciarla correre
nel giardino fiorito delle tue minime conquiste
tu inseguila, toglile il respiro, uccidi la sua perfidia d'esistere

ti diranno di non essere ingordo, di non eccedere
di non lasciarti mai troppo andare ad un momento
tu prendi tutto a piene mani, ingozzati senza misura

di follia, di amore, di pianti, di risate, di tormento,
ma scegli con cura ogni emozione a cui ti vuoi abbandonare
che ti calzi a pennello, come un vestito della tua taglia, del tuo colore

e poi, ubriaco e sazio di vita vera, quando avrai collezionato  istanti
come gioielli, impara a cambiare strada ad ogni nuova meta,
ad ogni alito di vento che il tuo timido respiro ha scelto di saggiare...

(Valentina Meloni)


Traduzione in esperanto di  Massimo Acciai pubblicata su I segreti di Pulcinella


Ili diros al vi ne fidi, esti atenta,
car la feliceco estas kaptilo por aviduloj
vi ebriighu je sento

Ili diros al vi ke la destino estas blinda pago
kie vi surpresigos pro punktoj kaj alineoj
vi fidu pri necerta inko

Ili diros al vi rideti pro envio, lasi ghi kuri
en la gardeno plenflora pro viaj minimumaj konkeroj
vi sekvu ghin, forprenu la spiron al ghi, mortigi ghian perfidon de ekzisto

Ili diros al vi ne esti avida, ne preterigi
ne vin delasu al unu momento
prenu cion plenmane, kropshopu vin senlime

de frenezeco, de amo, de ploroj, de ridadoj, de turmento,
sed elektu atente chiujn emociojn al kiuj vi deziras vin forlasi
kiuj taugi kiel vesto de via talio, de via koloro

kaj poste, ebria kaj sata je vera vivo, kiam vi kolektos momentojn
kiel juveloj, lernu shanghi vian vojon je ciuj novajn celojn,
je ciuj spiroj de vento kiuj via timema spiro elektis provi…

(Massimo Acciai)


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