martedì 18 marzo 2014

Selvatica




Tessimi nuvole di zucchero
nell'aura rosata del tramonto.
Chiamami
sole, fata bambina, poi
fammi volare, eterea,
 oltre ogni pensiero!
Spargimi sul sentiero buio
dell' incipiente declino
polvere stellata di notti insonni…
Gioia.
Se annusi campi fioriti di violetta
lungo le curve del mio collo arreso.
Un tuo sorriso che dipinge il mio.
Dormi…
Domani faremo festa,
 per ogni incontro d’anime nel bosco
accenderemo un sogno.
Tra le felci il cervo s’immolerà ai nostri sguardi
nella raggera d’angolo di mirti e di ginepri.
Ti aspetterò
nel luogo in cui dilegua il guizzo della lucciola …
Mi ritroverai, selvatica,
nel grembo rubino dell'aria vespertina
 lì, dove la lepre e il cervo si danno la buonanotte…
E mi arrenderò, allora,
sorda ad ogni istinto di salvezza.
Rapita.
Io preda e tu mio salvatore.
 Ascolteremo i richiami rapaci della civetta
sui tronchi scortecciati dal cinghiale.
Le stelle ci diranno di andar via, lontano,
 verso l’Infinito che non conosce nome.

(Valentina Meloni)

Commento autore:

Lionardo soleva dire"Salvatico è quel che si salva". La selvaticità è un moto interiore dell'anima che ci salva dal declino interiore, dall'omologazione, dall'urbanizzazione del pensiero e salva il sentimento puro della naturalezza, spontaneo e disincantato che conduce all'amore.

Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.Poesia protetta dai diritti d'autore.