lunedì 22 aprile 2013

Baciami (Premio Alda Merini)


 Sono molto orgogliosa di questa poesia che mi lega a filo stretto con Alda Merini e che mi ha fatto sentire un po' come sua sorella. Una sorella spirituale certo perchè un bacio è qualcosa di più di un gesto...In questo filmato c'è la mia poesia "Baciami" recitata e videorealizzata magistralmente per me dall'attore e poeta Mimmo Mangione che ringrazio infinatamente non solo per questa realizzazione inaspettata ma anche e soprattutto per l'incoraggiamento e per la spinta emozionale che mi ha dato nel volerla pubblicare e inviare al concorso. Questa poesia è stata infatti selezionata dall'Accademia dei Bronzi per il II Premio Alda Merini a cui ho partecipato con tre liriche. E' arrivata in finale ed è stata inserita nell'antologia "Mille voci per Alda", se si trova qui il merito è anche e soprattutto suo...

 


Baciami.
Il corpo arreso all'anima sfiora le labbra.
Eternami l'emozione di riconoscere
la luce antica che palpita dal petto,
sospesa al filo etereo della tua.
Baciami la bocca, i sogni e i tormenti
bacia le assenze da te
i rifugi interiori che vai cercando
il passato che stai scoprendo.
Bacia le maschere che cadono
la visione che prende forma
dall'aurea luminosa del tocco…
Anima mia, specchio dell'invisibile
muta e incorporea
ruba dalle labbra il verbo che affiora dall'estasi
spezza le catene e libera il guizzo della fiamma
negli occhi liquidi del tuo riflesso.
Baciami, baciami adesso
uccidi l'ago tremulo dell'ego
fondi di presente la distanza apparente delle bocche
il foto clip sospeso dell'istante.
Bacia lo spazio vorticoso di presenza -assenza
che muta il raggio luminoso in chiave
che squarcia il velo del confine etereo
che abbaglia come il sole.
Bacia la perla che non parla
rinchiusa nel corpo-conchiglia.
Baciami, il sorriso che affiora
la parola che vola, silente, oltre la mente.
Bacia il peso della piuma che non si posa
il tremolio della scoperta
l’attesa silenziosa.
Bacia la paura e la resa, la speranza
bacia la danza che s’invola
dalla serratura dello scontro
dallo sfavillio dell’incontro
dal sussulto di sospiri
di un muto presagio d’amore futuro…
Bacia questo sentimento puro
che alcuna lingua mai potrà violare.

(Valentina Meloni)


"Beati coloro che si baceranno / 
sempre al di là delle labbra / varcando dei gemiti /
 il confine del piacere / per cibarsi dei sogni".
(Alda Merini da "Clinica dell'abbandono") 

 Cos'era il bacio per Alda Merini? In questo video realizzato da Massimo Rotundo che sintetizza perfettamente il Premio Alda Merini e rende onore a tutti i partecipanti e agli organizzatori, oltre che ad Alda stessa ovviamente, c'è la sua bellissima poesia " Il bacio " che vi invito a leggere e ascoltare.

 

 E questa è la bellissima targa realizzata su disegno della mia amica artista Grazia Calabrò, con cui voglio nuovamente complimentarmi per la bravura di esecuzione ma anche per la sensibilità di interpretazione dell'animo poetico e gioioso di vita di Alda Merini... Sto aspettando di riceverla a casa, poichè non sono potuta essere presente alla premiazione. Metterò poi la foto della mia targa originale nel blog. Il concorso è stato vinto dalla giornalista Rosanna Marani con la splendida lirica dal titolo "Veglia",(ascoltatela dalla sua voce cliccando sul titolo)  poi ci sono stati altri premi tra cui quello per la mia amica poetessa e scrittrice Maria Pia Furina come avete visto nel video e ad altri bravissimi autori. Un concorso questo di elevata qualità artistica. Grazie a tutti i partecipanti.

E questa è l'Antologia in cui trovate anche la mia poesia e quelle di altri bravissimi poeti che hanno omaggiato la lirica e Alda Merini in questo concorso organizzato dal dott. Vincenzo Ursini, al quale va tutta la mia stima per la correttezza, la professionalità dell'organizzazione, e per la creazione di un evento e un omaggio così importante alla poesia che ha unito poeti di tutta l'Italia.


Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.Poesia protetta dai diritti d'autore.

martedì 16 aprile 2013

Petali di ricordi



 I papaveri 
sono fuggevoli ali purpuree 
di ricordi bambini 
e hanno una stella nel mezzo 
che dà loro nuova vita, 
 -per qualche minuto-
sulla pelle di mani senza tempo.

(Valentina Meloni)


Commento autore:


Una stagione, un fiore, un colore ci riporta in pochi istanti a lontani ricordi... I papaveri sono i fiori della nostra infanzia, quando ancora la città era circondata dalla campagna e dai suoi colori, quando per giocare ci bastava premere il pistillo sulla fronte o sulle mani per fissare i ricordi freschi, solari e delicati come i petali del papavero. Nella vita breve di questo fiore estivo c'è la storia in continuum di tante vite e basta ripetere quel gesto sulle mani per sentire che il tempo in verità è un concetto relativo...



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sabato 13 aprile 2013

Biancaneve


 
Bianca come il latte,
splendente come la neve...
Non s'ode il passo lieve
incedere nella foresta,
ma s'inghirlanda di fiori e canti
quando leggera avanza
tra gli abeti in festa e
s'inoltra a passo di danza
nel suo regno incantato.
L'ali candide la portano lontano
luogo segreto di anima pura,
ed ogni cuore allora si avvicina
e il popolo del bosco le parla
nella sua lingua dolce, senza paura.
Bianca come il latte
splendente come la neve...
Sorride Biancaneve di petali fiorita.
Dorme, e nel lungo sonno attende
il risveglio nuovo, antico, che la farà
sbocciare come la Primavera.

(Valentina Meloni)

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mercoledì 3 aprile 2013

Roma di notte...



Nel numero 7 della rivista Euterpe, già citata rivista letteraria diretta da Lorenzo Spurio, Massimo Acciai e Monica Fantaci trovate due mie poesie, di cui una inedita... Questo numero era dedicato al tema della città... e siccome la mia città è Roma, la poesia è a lei dedicata. Cliccate sul foglio sotto per leggere la rivista.


ROMA DI NOTTE
Hai mai visto le strade di Roma quando, deserte, respirano di pace?
E tu passeggi al buio, sbalordito, inciampando sopra i sanpietrini
che malediresti, ad ogni passo, san Pietro e pure tutti gli altri santi…
Eppure non sei solo no -forse, lo pensi- e vedi lì tra le rovine aperte
 dei Fori Imperiali, gatti ramenghi, sottrarsi all’occhio illuminato della luna.
Ti guarda pure Cesare dalle pupille vuote e bronzee che pare stanco
di stare in posa lì da oltre 2000 anni. Penserà impalato su quel piedistallo:
”Quanti affanni ti corrodono amata mia? Troppa storia ti pesa addosso,
forse, e la gente che non ti vede, che si stordisce in fretta scappa via…
Solo le botticelle vanno ancora lente ma i cavalli, che ti hanno a lungo calpestata,
con le toppe agli occhi, poveretti, persino loro, non ti hanno mai veduta!”.
Poi ti volti e senti –che poesia!- come cantano le acque delle duemila e più fontane!
Chiedete a Shelley se la loro vista da sola non valga un viaggio a Roma…
che sembrano tante crocette sulla mappa di un percorso disseminato di tesori.
I marmi scolpiti delle vie, i lumi antichi, i muri consumati
tutto ti sublima, mia antica matrona, e ogni spigolo e ogni selcio
 pare arrotondato qui… quasi per fare il verso al Colosseo!
Le folle umane, le duemilaseicento e più formiche
son tutte nelle case, addormentate, quale silenzio!
Si sente giusto qualche ubriaco cantare sul Lungotevere
 tra le viuzze tinte di lumi fiochi di Trastevere, presso le trattorie.  
Solo qui non è mai davvero notte e le luci sui baracconi dei battelli
fanno da contrappunto all’armonia della volta stellare
 che si specchia, senza neppure reclamare un poco d’attenzione,
 nello scorrere incessante del fiume biondo verso il mare.
Roma di notte è una signora ingioiellata che ha per collana il Tevere
e un grande anello al dito su cui, come un diamante, è assisa Licaonia.
L’hai vista mai quando si sveglia alla mattina che pare una gattina tant’è assonnata?
E’ l’ultimo istante, quello, di pace e di silenzio prima del grande affollamento
dopo che il bacio di messere Sole le ha messo la corona d’oro per cappello.


(Valentina Meloni)





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martedì 2 aprile 2013

Nof 4 in collegamento diretto telepatico con il futuro

Vi presento oggi l'e-book gratuito di poesia dedicato ad Alda Merini e al tema sociale della malattia mentale con la prefazione della figlia di Alda, Emanuela Carniti, e la collaborazione di molti poeti e scrittori, tra cui anche io. Una bellissima iniziativa di grande successo. Potete leggere l'antologia sul portale Calameo cliccando semplicemente sull'immagine sottostante.
Clicca sull'immagine per leggere l'antologia
  Per questa pubblicazione a cui ho partecipato con molto slancio emotivo ho scelto una poesia dedicata a Oreste Fernando Nannetti (Roma, 31 dicembre 1927 – Volterra, 24 novembre 1994) detto Nanof  o N.O.F.4 pittore e graffitista italiano che durante la reclusione presso l'ospedale psichiatrico di Volterra, fu autore di un ciclo di graffiti considerato un capolavoro dell'Art Brut. 
La mia poesia dal titolo Nof 4 in collegamento diretto telepatico con il futuro la trovate a pag. 102 dell'antologia, la riporto in foto ma sarei felice che leggeste tutta l'antologia perchè davvero ne vale la pena.


NOF4 chi è costui?

Figlio di padre sconosciuto (indicato su tutti gli atti, come d'uso all'epoca, con la sigla NN) e di Concetta Nannetti, Oreste, all'età di sette anni, fu affidato a un'opera di carità e poi, a dieci anni, fu ricoverato in una struttura per persone affette da problemi psichici. A causa di una grave forma di spondilite, fu ricoverato per lungo tempo all'ospedale Carlo Forlanini. Non si hanno notizie precise sulla sua vita fino al 1948, quando fu processato per oltraggio a pubblico ufficiale, accusa dalla quale fu prosciolto il 29 settembre dello stesso anno per vizio totale di mente. Trascorse i successivi anni nell'ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà a Roma, prima di essere trasferito, nel 1958, nell'ospedale psichiatrico di Volterra. Nel 1959 fu trasferito nella sezione giudiziaria "Ferri" del complesso volterriano. Dal 1961 al 1967 fu invece nella sezione civile "Charcot" del manicomio, per poi tornare al "Ferri" fino al 1968. Fu affidato alternativamente alle due strutture fino alla dimissione. Nel 1973 fu assegnato all'Istituto Bianchi e, come molti altri ex-pazienti, visse a Volterra fino alla morte, avvenuta nel 1994.

I GRAFFITI

Nannetti scrisse un gran numero di lettere e cartoline a parenti immaginari, firmandosi con le sigle Nanof, Nof o Nof4 e definendosi, senza soluzione di continuità, Astronautico Ingegnere Minerario, colonnello astrale, scassinatore nucleare o Nannettaicus Meccanicus - santo della cellula fotoelettrica. La sigla NOF venne da lui stesso risolta, di volta in volta, come "Nannetti Oreste Ferdinando" o "Nucleare Orientale Francese" o, ancora, "Nazioni Orientali Francesi", mentre il «4» costituiva il riferimento alla matricola che aveva ricevuto all'entrata della struttura.

 

Negli anni di degenza al Ferri, Nannetti incise una serie di graffiti sugli intonaci del complesso, utilizzando le fibbie delle cinture che facevano parte della divisa degli internati. Uno, lungo 180 metri e alto in media due, correva intorno al padiglione dell'istituto. L'altro, lungo 102 metri e alto in media 20 centimetri, occupava il passamano in cemento di una scala. I due cicli erano organizzati come un sorta di racconto per immagini.




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lunedì 1 aprile 2013

Lacrime di neve



C'è una croce persino sull'abete...
Ogni albero in fondo è una piccola chiesa,
ci si ferma a pregare come e più
che in una cattedrale, ma si è più veri
nelle suppliche, sotto quei rami,
e anche nei ringraziamenti, perchè
non ci sono tetti a dividerci dal Cielo
nè immagini dipinte a sottrarci
alla vista di noi stessi. 
Specchiarsi nei cristalli... 
Cosa c'è di più sacro che bersi 
lacrime di gelo immacolato?
E se neppure il pianto della Terra
ci consola, col suo biancore, allora forse,
le nostre lacrime scioglieranno questa neve,
stanotte, come e più della Primavera.

(Valentina Meloni)

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