mercoledì 3 aprile 2013

Roma di notte...



Nel numero 7 della rivista Euterpe, già citata rivista letteraria diretta da Lorenzo Spurio, Massimo Acciai e Monica Fantaci trovate due mie poesie, di cui una inedita... Questo numero era dedicato al tema della città... e siccome la mia città è Roma, la poesia è a lei dedicata. Cliccate sul foglio sotto per leggere la rivista.


ROMA DI NOTTE
Hai mai visto le strade di Roma quando, deserte, respirano di pace?
E tu passeggi al buio, sbalordito, inciampando sopra i sanpietrini
che malediresti, ad ogni passo, san Pietro e pure tutti gli altri santi…
Eppure non sei solo no -forse, lo pensi- e vedi lì tra le rovine aperte
 dei Fori Imperiali, gatti ramenghi, sottrarsi all’occhio illuminato della luna.
Ti guarda pure Cesare dalle pupille vuote e bronzee che pare stanco
di stare in posa lì da oltre 2000 anni. Penserà impalato su quel piedistallo:
”Quanti affanni ti corrodono amata mia? Troppa storia ti pesa addosso,
forse, e la gente che non ti vede, che si stordisce in fretta scappa via…
Solo le botticelle vanno ancora lente ma i cavalli, che ti hanno a lungo calpestata,
con le toppe agli occhi, poveretti, persino loro, non ti hanno mai veduta!”.
Poi ti volti e senti –che poesia!- come cantano le acque delle duemila e più fontane!
Chiedete a Shelley se la loro vista da sola non valga un viaggio a Roma…
che sembrano tante crocette sulla mappa di un percorso disseminato di tesori.
I marmi scolpiti delle vie, i lumi antichi, i muri consumati
tutto ti sublima, mia antica matrona, e ogni spigolo e ogni selcio
 pare arrotondato qui… quasi per fare il verso al Colosseo!
Le folle umane, le duemilaseicento e più formiche
son tutte nelle case, addormentate, quale silenzio!
Si sente giusto qualche ubriaco cantare sul Lungotevere
 tra le viuzze tinte di lumi fiochi di Trastevere, presso le trattorie.  
Solo qui non è mai davvero notte e le luci sui baracconi dei battelli
fanno da contrappunto all’armonia della volta stellare
 che si specchia, senza neppure reclamare un poco d’attenzione,
 nello scorrere incessante del fiume biondo verso il mare.
Roma di notte è una signora ingioiellata che ha per collana il Tevere
e un grande anello al dito su cui, come un diamante, è assisa Licaonia.
L’hai vista mai quando si sveglia alla mattina che pare una gattina tant’è assonnata?
E’ l’ultimo istante, quello, di pace e di silenzio prima del grande affollamento
dopo che il bacio di messere Sole le ha messo la corona d’oro per cappello.


(Valentina Meloni)





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