venerdì 27 dicembre 2013

Il rumore del silenzio



Condividere silenzi...
in fondo non è difficile.
Difficile è stare 
ad ascoltare la marea
che si ritrae e poi torna 
a travolgere ogni cosa.
Difficile è restare muti
di fronte al dolore del guscio
che ha perso il suo mollusco,
che deve disimparare
la solitudine
e lasciarsi ascoltare...
Perché, lo sai? Il rumore
 che fai -quando ti ascolto- 
è bellissimo...
come una conchiglia 
che ha rubato al mare 
i suoi segreti
e poi li rende, eterni,
dentro una musica 
che non ha più tempo.

(Valentina Meloni)

Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.Poesia protetta dai diritti d'autore.

domenica 22 dicembre 2013

Quintessenza

 
Danza delle lune nere di Roberto Matarazzo


Tu ed io siamo stati
particelle infinitesimali
di una cellula d'amore
e abbiamo viaggiato
nello spazio tempo siderale
di un ricordo ancestrale…
Memoria d'acqua,
l’immutabilità non ci appartiene
e il tempo delle stelle si dissolve
nell'essenza di una forma,
nel pensiero creativo di un sogno
che sa percorrere le ere del multiverso.
Tu ed io siamo stati l'intreccio
della medesima coperta
che ha intessuto il cielo di stelle
colmando di pace l’anima inquieta dei sospiri
e l'altalenante bagliore delle maree.
Tu ed io abbiamo varcato la soglia del mistero
muti, con le iridi legate alla medesima visione.
Ci siamo scambiati le speranze e infine
ci siamo assopiti sul ricordo della fusione
di ciò che siamo stati, di ciò che siamo,
che saremo e non saremo più.
Tu ed io allacciati nella medesima entità,
smemorati d’esistere e perire, siamo nati,
morti e poi risorti senza accorgerci di nulla…
E, senza lasciarci mai le mani,
abbiamo abbracciato il mondo
nutrito i suoi confini di colori
e coltivato fiori d’eterea poesia.

(Valentina Meloni)

*La luna Nera o luna Nuova 
 La luna Nera o luna Nuova è la fase della luna in cui l’emisfero visibile risulta completamente in ombra. La luna nuova avviene quando il nostro satellite si allinea con la terra e il sole, per noi dalla terra è visibile solo il volto della luna non illuminato.In questa fase la Luna si congiunge al Sole, celebrando il matrimonio simbolico tra maschile e femminile, tra l'archetipo della notte (la sensibilità) e quello della luce (la vitalità). Sancisce, una sorta di nuovo inizio, propizio di volta in volta all'investimento in nuovi territori. Nella Luna nera, la luna proprio con il suo farsi ombra, permette il venire alla luce di ciò che nel plenilunio era in ombra. 

In questa poesia la parte alla luce e la parte in ombra si danno la mano fusi in un'unica entità d'amore, l'amore per noi stessi...La dualità viene alla luce e dà forma a un'entità creativa che attraversa le ere rigenerandosi nel mutamento continuo e costante...

Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.Poesia protetta dai diritti d'autore.

martedì 10 dicembre 2013

Pensieri...quasi farfalle

Il suo fiore preferito-pastello su tela - Carlo Cordua

Sono i pensieri 
quasi farfalle ...
Fremono 
a un alito di vento.
 La loro vita è breve, 
delicata e fragile 
come le loro ali.

(Valentina Meloni)

video
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martedì 26 novembre 2013

Canzone della foresta silenziosa


“La terra ha musica per coloro che ascoltano.” 
(William Shakespeare)

Splendida e incantata è la Luna nella notte
tessuta d’ombre e malinconie cantate nella pioggia,
sussurri d’alberi, segreti nascosti tra le foglie
nella corteccia, dentro ai cespugli al riparo dagli artigli,
dai denti aguzzi del crepuscolo, 
dai mostri che popolano l’oscurità.
L’omino dei sogni accende lucciole di stelle
fiaccole pulsanti come lanterne nel cuore della foresta,
a illuminare la notte di fiabe antiche e mondi nuovi…
Dentro le caverne delle paure e dell’ignoto
si annidano piccoli esseri fatati. Passi silenti,
orecchie a punta, gli occhi grandi illuminati di Sapienza.
Incantati, s’aprono sentieri e cascate turchine, ad ogni passo
piccoli piedi sollevano nuvole di polvere stellata
che ridisegna i contorni delle cose, le forme
e i desideri nell’inchiostro fitto della fantasia…
Dondolano i pensieri dei Giusti, come fiori in offerta,
in attesa di schiudersi, appesi agli alberi della Speranza.
Apriranno le corolle al tocco di piccole mani bambine
risvegliando sogni innocenti e trame colorate…
Piccole, sommesse, risate lontane. Ogni piccola parte
della foresta sembra protesa nell’ascoltare quelle voci.
Tutto tace. Solo campanelli suonati dal vento,
forse canzoni di fate e polvere di stelle tra gli alberi!

(Valentina Meloni)

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mercoledì 20 novembre 2013

Premio Antonio Pigafetta



Sabato 16 novembre è stata una bella giornata, una giornata densa di accadimenti. Sono andata a Firenze per la presentazione del libro di poesie del mio amico Massimo Acciai e poi subito partita per Vicenza a  ritirare il premio Pigafetta che mi ha visto vincitrice della sezione Poesia e immagine alla quale avevo partecipato spinta dal bel tema proposto: "Viaggio intorno al mondo dei sentimenti". Il mio "viaggio" (di cui potete leggere la critica di Giorgio Bolla nel Giornale di Vicenza) scritto in due settimane è stato ispirato dalla "Donna Veliero" di Salvador Dalì, immagine con la quale ho partecipato al concorso. Qui in basso trovate i vincitori del premio. 
Chi mi conosce sa la gioia che ho provato nel sapere di tre donne vincitrici !
Giornale di Vicenza del 15/11/2013
"il primo premio per la Sezione Poesia e Immagine è stato dato a Valentina Meloni, il cui poemetto, ispirato dalla "Donna Veliero" di Salvador Dalì, è fatto di una poesia che si scioglie in un respiro epico e che crea una dimensione parallela di realtà, nella ricerca continua e definitiva di un altro "spazio-tempo".********************************************************************************
Ho montato un piccolo video con le poche immagini e filmati inviati da amici, a metà video c'è la mia premiazione in cui leggo uno stralcio della lirica.


La lirica con cui ho partecipato è ispirata alla poesia "Itaca" di Costantino Kavafis. Se volete leggerla la trovate qui cliccando nell'immagine.
"La donna veliero" di Salvador Dalì
E' stata una bellissima emozione conoscere di persona la vincitrice Sonia Rossi e ascoltare la critica delle opere scelte, ricevere il premio da Giorgio Bolla, ascoltare il suo pensiero filosofico sulla poesia, partecipare ad un evento ben organizzato e di rilievo.

 Ho potuto conoscere anche il mio amico di Vicenza Giuseppe Guidolin, persona sensibile e ispirato poeta che apprezzo molto e che voglio ringraziare anche qui per non essere mancato all'evento.



Ringrazio la giuria, gli organizzatori del premio, i partecipanti tutti e soprattutto ringrazio la città di Vicenza per l'accoglienza e per l'attenzione alla cultura, alla poesia e alla storia quasi dimenticata. Spero di tornare a visitare con maggiore calma questa splendida città!





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martedì 12 novembre 2013

Tankalbero




Attesa muta 
poi un raggio di sole 
dentro la chioma 
a scalfire silenzi 
di ombre e di rugiada.

(Valntina Nanita Meloni)

Tanka 


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sabato 9 novembre 2013

Dietro allo specchio

Artist: Travis Louie "Julia & Her Swamp Friend"
Acrylic on Board 20” x 16″ anno 2012


Nascosta
vedo il mio Gollum
che si nasconde
e come me
di me
ha paura.


(Nanita)

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martedì 29 ottobre 2013

Scorcio d'autunno





Cielo 
di foglie 
-in festa-
  come farfalle 
al tramonto.

(Valentina Meloni)

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sabato 5 ottobre 2013

Sul limitare dell'estate






























Incede l'autunno sul limitare dell'estate
sul filo teso di un tramonto precoce
su un'alba che sa di freschezze odorose
di rose, di bacche, di foglie stanche 
che anelano respiri di rugiada e quiete. 


Nella pace silenziosa del bosco, freme 
la terra, ancora calda del sole d'agosto, 
in attesa di un tappeto rosso da stendere,
maestoso, sotto passi selvatici e furtivi 
di creature senza età e senza nome. 


E Gaya canta una canzone di vento
per fare addormentare gli alberi
che cullano i loro rami dondolanti 
come bambini stanchi, dopo i giochi, 
che ancora vegliano ma vogliono sognare ...

(Valentina Meloni)

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mercoledì 2 ottobre 2013

C'è un cuore nel tronco...





















C'era un cuore in un tronco 
che mi ha parlato della vastità del cielo
delle profondità della terra
della perfezione di una foglia.


C'era un cuore in un tronco 
che mi ha parlato di nidi nascosti
di pigolii inascoltati
di battiti accesi di vita.


C'era un cuore in un tronco 
che mi ha narrato di ali frementi
di piccoli corpi tremanti 
scossi dai venti.


C'era un cuore nel tronco 
di un albero stanco
che non ha voluto dirmi il nome.
Mi disse che lo aveva plasmato
col vento, la pioggia e la neve
e imbottito di muschio per fare un nido 
alle piccole creature smarrite nel bosco.


C'è un cuore nel tronco 
di un albero saggio
che non ha voluto dirmi il nome.
Mi disse che non è importante
dare un nome a tutte le cose,
che dentro di noi ognuno già lo conosce.
M'invitò ad entrare senza timore.


Guardai nel cuore del tronco
spiando nel buio con occhio sorpreso:
mi risposero un pigolio sommesso
battiti accelerati, minuscole voci.
Guardai nel mio cuore, più nero 
degli angoli bui delle vie spigolose.
Vi scorsi una luce lontana giacere in un nido...


C'è un cuore nel tronco 
di un albero amico 
che non volle dirmi il nome.
Mi disse che era un segreto nascosto, 
che solo chi parla la sua lingua lo può pronunciare.
Guardai di nuovo in quel nido lontano.
Era scritto lì dentro, con un raggio di sole: Amore.


(Valentina Meloni)

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giovedì 22 agosto 2013

Lettera di un bambino Siriano alla mamma



Mamma non me lo avevi mai detto
che si può morire anche respirando 
mentre io credevo che per morire
ci volesse una ferita, una crepa da cui
la vita potesse uscire assieme al sangue...
Mamma non me lo avevi detto 
che si può morire giocando
tra la polvere e i sassi della strada
che mi hanno visto correre.
Non me lo avevi detto che 
mi avresti salutato da così lontano
e che piangendo la tua anima
sarebbe venuta a reclamarmi.
Mamma non me lo avevi detto 
che si può morire respirando dentro a un sogno,
che anche l'aria può essere un veleno.
Non me lo avevi detto
 che sarei stato un angelo di vetro,
dentro un sudario bianco, 
addormentato.
Mamma non me lo avevi detto che
la morte mi avrebbe reso luminoso e bello
spazzando via il terrore delle bombe.
Mamma ... io, invece,
non ho potuto dirti ieri 
mentre giocavo con la morte
quanto ti amassi e ti volessi bene.

22/08/2013

LETTER FROM A SYRIAN CHILD TO HIS MOTHER

Mom, you never told me
that you can die even breathing
 I believed that to die
it would take a wound,
 a crack from which life
could come out along with the blood ...
Mom, you never told me
that you can die playing
among the stones and the dust
of the road who saw me run.
You never told me
you'd greeted me from so far away
and that, crying, your soul
would come to claim me.
Mom, you never told me
that you can die breathing in a dream,
that the air can also be a poison.
You told me not
I'd be an angel of glass,
asleep, in a white shroud
Mom you never told me
the death would make me bright and beautiful
sweeping away the fear of bombs.
Mom ...  however,
I could not tell you yesterday,
while I was playing with the death
how much I loved you and wanted you well.


(Valentina Meloni)

22/18/2013 scritta dopo l’attacco chimico di Ghūṭa. Lunedì 16 settembre 2013 il team indipendente delle Nazioni Unite incaricato di verificare l’eventuale uso di armi chimiche in Siria ha consegnato il suo rapporto definitivo al segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon. Il rapporto, lungo 38 pagine, ha confermato che le «armi chimiche sono state usate relativamente su larga scala nel conflitto tra le due parti in Siria, anche contro i civili, inclusi i bambini».

Edita nel volume antologico "Voci contro la guerra" di Onirica Edizioni. L’intero ricavato è stato devoluto in beneficenza alla ONLUS “Amici di Ndugu Zangu”, Organizzazione Non Governativa internazionale che opera in Africa, per offrire assistenza ai bambini cardiopatici. I proventi del libro saranno devoluti all'associazione. Potete acquistarlo cliccando sull'immagine.

Acquista

edita nel volume antologico "Ho conosciuto Gerico" (volume storico del 2013 fuori commercio delle edizioni Ursini)


Conferita per questa lirica menzione del giorno nel sito di poesie "Oceano nella'anima"

Conferita per questa lirica menzione di merito al Premio nazionale Voci contro la guerra


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mercoledì 21 agosto 2013

L'uomo albero


L'uomo albero ha piedi grandi
come radici nodose e sicure
appigli per terremoti esistenziali
per tormenti di vento e piogge torrenziali

scarponi di suola assottigliata dal cammino
un passo sicuro che non guarda la meta
che sa respirare la linfa e la vita 
dal chiarore dell'alba al luccichio del tramonto.

L'uomo albero ha pelle di corteccia
rugosa e verace come crosta di pane
e braccia lunghe di rami frondosi
che sanno ospitare le voci lontane.

L'uomo albero ha i capelli di foglie
che vede imbrunire di rosso in autunno
ha barba di fili e radici volanti
ciglia di fronde e parole fruscianti.

L'uomo albero ha sogni di brina
che fa evaporare sui fili di seta
come cappello una stella cometa
per ninna nanna canzoni di vento.

L'uomo albero ha un dolce segreto
che tiene celato nel folto giaciglio
un nido di canti e becchi vocianti,
nel tronco cavo ha nascosto un coniglio.

L'uomo albero è un'ombra nel giorno
è un caldo sospiro nel cuore d'inverno
regala gocce di Nostalgia 
e piogge di petali per farne Poesia. 


(Valentina Meloni)

poesia ispirata e dedicata a Tiziano Fratus, cercatore di alberi, scrittore e poeta.

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domenica 18 agosto 2013

Fammi un quadro della Luna



Fammi un quadro della Luna 
da appendere in stanza
ch'io possa fingere di dormire
mentre gli altri si amano, di notte.

Dipingimi ore di argentei bagliori
per scuotere le ombre del buio
dalle palpebre di sale e dalle ciglia
fili d'immenso e perle abbandonate.

Dimmi se è proprio così vuoto 
il bianco solco nel tuo letto
dove fioriscono le farfalle dei sogni
e della fantasia. Ruba le gocce 
dagli alberi notturni e fanne una collana 
di parole, che abiti le stelle, il cielo, il cuore
che canti una canzone addolorata 
di liquide malinconie.Fammi un quadro,
un quadro della Luna addormentata
e lasciala accesa, vestita di poesie.

(Valentina Meloni)

Liberamente ispirata alla poesia "Fammi un quadro del sole" di E.Dickinson

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giovedì 1 agosto 2013

Coccio rotto (Il mio Kintsugi)



La muta mi rattrista,
mi fascia di malinconie.
Dovrei forse sorridere
della lucente pelle nuova...
invece un ghigno fa capolino
dietro una scaglia di passato
che il mio corpo si porta
dietro per dispetto.
Mi manca la vita
che ho lasciato altrove
e ogni angolo di sogno
abbandonato
nella pelle trasparente.
E' dentro quel minuscolo frammento
rincollato dall'astuzia, coccio rotto
in cui ho colato l'oro
della mia esistenza,
che sorrido amara
della bellezza delle rughe,
della forza che sprigiona
il luccichio di quella crepa
dentro al petto.
Spiraglio d'oro che m' imperfeziona.
Ferita che mi rende unica,
spaccatura da cui affiora
il midollo del vivere
che m'appartiene.
Un coccio rotto ha vita propria
e una storia segreta che gli somiglia.
Sono io il mio coccio rotto,
il mio *Kintsugi,
opera d’arte degli sbagli
in cui il dolore si fa ornamento
della sofferenza.

(Valentina Meloni)

Lirica vincitrice del primo Premio Nazionale di Letteratura "Segreti di Pulcinella" 2013 
sezione Poesia inedita indetto dalla rivista
"Segreti di Pulcinella"
Verbale del premio

motivazione della giuria sulla lirica vincitrice


La cerimonia di premiazione si è tenuta a Firenze alla Casa-Museo di Dante
in Via S. Margherita 1, sabato 5 aprile 2014







* Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell'oro o dell'argento liquido o lacca con polvere d'oro. 
Questa tecnica è chiamata Kintsugi (金継ぎ), o kintsukuroi (金繕い), letteralmente "riparare con l'oro". La pratica nasce dall'idea che dall'imperfezione e da una ferita possa nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica e interiore. Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventa più bello.
Usano oro al posto della colla. Metallo pregiato al posto di una sostanza adesiva trasparente.
Occultare l'integrità perduta o esaltare la storia della ricomposizione? Gli Occidentali , per loro cultura, fanno fatica ad accettare le crepe. "Spaccatura, frattura, ferita" sono percepiti come l'effetto meccanicistico di una colpa, perché il nostro pensiero ci ha addestrati a percorrere sempre e solo una delle biforcazioni: o è intatto, o è rotto. Se è rotto, è colpa di qualcuno.
Il pensiero arcaico, mitico, simbolico, invece, rifiuta le dicotomie riportandoci alla compresenza degli opposti, che smettono di essere tali nel continuo osmotico fluire della vita.
La Vita è integrità e rottura insieme, perché è ri-composizione costante ed eterna. Rendere belle e preziose le "persone" che hanno sofferto altro non è che un'antica tecnica che si chiama "amore".
Il dolore è parte della vita. A volte è una parte grande, e a volte no, ma in entrambi i casi, è una parte del grande gioco cosmico. Il dolore fa due cose: ti insegna e ti dice che sei vivo. Quando passa ti lascia cambiato, più saggio, a volte. In alcuni casi ti lascia più forte. Non sempre... a volte ti rende fragile e più soggetto ad altri urti, ma sempre, il dolore lascia il segno, e tutto ciò che di importante potrà mai accadere nella tua vita,  in un modo o nell’altro, sarà influenzato da quelle ferite.
I giapponesi che hanno inventato il Kintsugi l'hanno capito più di sei secoli fa e ce lo ricordano ...sottolineandolo in oro.

* Questa lirica assieme ad un racconto e un'altra poesia che hanno ricevuto menzione di merito saranno presenti nella raccolta antologica del Premio pubblicata a breve.

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martedì 16 luglio 2013

Ariel


Inattesa visione.
Profumava 
di radici e fiori amari ...
 Era lei.
Era spuntata dalla terra,
all'improvviso,
come fanno i fiori.

(Valentina Meloni)

 fotografia Aleksandra copyright


Giudizio espresso da www.oceanonellanima.it:

"In pochi armoniosi versi una miriade di voli della mente e significati diversi.
 Solo, e sovrano, un dono d'amore."


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Mio commento sulla poesia:

Crescere, maturare, trovarsi diversi è un processo lungo e alchemico di cui ignoriamo i passi cruciali.
Un giorno all'improvviso si manifesta il nostro nuovo se ed è come se non ci fossimo mai conosciuti con la parte più intima di noi, è un incontro inatteso, quasi onirico, una fioritura inaspettata che ha il suo motivo di esistere a volte sconosciuto ai nostri stessi occhi...

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Pubblicata" ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore. Poesia protetta dai diritti d'autore.

sabato 13 luglio 2013

In nome della Madre

 

Terra cerco
la forza del vulcano
fuoco di un’anima accesa di passioni.
Terra grido
risponde il tuono spaventoso
tempeste e temporali per amanti.
Terra sfioro
gocce di brina carezzano le gote.
Terra anelo
grembo d'argilla bianca e semi di speranza.
Terra chiamo
supplica di figlia in cerca di una madre.
Terra prego
fiorire ad ogni primavera
come germoglio verde e delicato
Terra sono
matrice della vita, antica e nuova Madre…

(Valentina Meloni)

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venerdì 5 luglio 2013

Nanita nanna


Illustrazione di Natascia Ugliano

 Nanita culla di conchiglia
sogna di sale dentro la sua lacrima
come una goccia nascosta dentro al Mare
una Perla rara che non si vuol svelare.
Spume di desideri compaiono nei sogni
coralli di pensieri tremolanti,
galoppano ippocampi con le ali
 giocando a nascondino nei viali ...
Tra liane d'alghe ti dondoli leggera
poi torni a riposare silenziosa,
accarezzata dalla verde posidonia
e coronata da una stella dispettosa...

Nanita, pelle lunare di bianca madreperla, 
ti cantano canzoni le Sirene 
e quando il Mare s'agita di vento
 ti prende l'onda con il suo tormento,  
ti culla per posarti sulle sponde
 ancor protetta nel guscio di conchiglia
senza svegliare i sogni di bambina,
senza turbare la bocca tua piccina... 
Poi a sera, quando il Mare si riposa,
l'Onda di nuovo ti rapisce, 
l'Aurora t'accarezza silenziosa
e anche ogni lacrima d'Oceano s'assopisce.

(Valentina Meloni)

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martedì 2 luglio 2013

Gaeta




L'agave temeraria a picco sulla roccia
innalza il fiore solitario come un pinnacolo
di grazia verso il cielo. Sotto di lei giocano
frullii di onde e mulinelli di sabbia fine.
Le falesie ornate di tamerici e bounganville
amoreggiano col mare ...è tutto un sussurrare
di maree, di proposte ardite e di dinieghi
tra l'onda e l'arena, tra la roccia e il sale.
Nelle pieghe degli Aurunci palpita il cuore
nascosto di Gaeta e l'anima sua corsara,
fuoriesce da ogni spaccatura, e sussulta
ad ogni galeone che doppia il Serapo,
antico e austero, con la grazia soave e silenziosa
di una farfalla bianca che vola col maestrale.
Il mare alita carezze tra i capelli 
ed io, per sempre innamorata, lascerò indugiare
i miei occhi ubriachi sulle curve selvagge 
e sulle sponde di questa gran signora...
Oggi ancorerò un dolce ricordo a questi giorni :
Gaeta ancora e ancora!

28/06/2013 (Valentina Meloni)

Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.Poesia protetta dai diritti d'autore.

sabato 22 giugno 2013

Orizzonti di libero pensiero


Io ricordo viali d'eucalipti dagli alti fusti
così fitti da oscurarmi l'orizzonte...
e piedi bambini che d'un pelo
ne sfioravano la cima e i rami
altalenando con la fantasia.
Mi tenevo stretta a quelle funi
quasi credessi di poter volare
e il mio mondo cambiava prospettiva
e il mio sguardo raggiungeva il mare...
Mi ricordo la leggerezza del vento
che scompigliava dispettoso i bei capelli...
eppure i miei pensieri no, non li rapiva quelli
ma trascinava i miei ricordi oltre il dolore.
Nuvole vaganti custodivo dentro il cuore
affamato d'illusioni e vagabondo,
orizzonti di libero pensiero oltre
i richiami fruscianti delle foglie, poi
lo spettacolo purpureo del tramonto...
Ma quel sipario che s'apriva ad ogni volo,
che cerco ancora adesso oltre i miei piedi,
non varco sulle soglie del ricordo,
è perso... ucciso dalle motoseghe,
e anche il mio volo altalenante,
adesso che "son diventata grande",
adesso che ho perduto le mie ali,
in quei viali d'alberi fantasmi, cerco,
ma oltre le nuvole non esiste più!

(Valentina Meloni)


Questa poesia ha ricevuto la menzione di merito al concorso letterario nazionale  "Mani in volo" 2014
evento in favore dell'associazione A.GEN.DO ONLUS associazione Down di Vicenza



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martedì 18 giugno 2013

Sasso di fiume



SASSO DI FIUME


Oggi sono sasso 
che sperimenta il dolore,
non delicata sabbia fine 
che vive in fondo al mare.
Sono sasso di fiume
scosso da acque torrenziali, 
levigato da carezze perpetue,
sono sasso senza colori 
nel tono del grigio.
Aspetto che qualcuno venga a raccogliermi 
per dipingermi con colori brillanti:
un piccolo gufo,un gattino un topo...
Ma son qui, sotto il tuffo della cascata,
nessuno si arrischia quaggiù
solo per raccogliere
un grigio sasso.


(Valentina Meloni)

dedica speciale a Veronica Prampolini che ringrazio per dipingere i sassi di tanti colori...

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