giovedì 11 ottobre 2012

Prince il cavallo che ride


 Ho passato inverni a contemplare gli occhi dei cavalli nella stalla. Ci facevamo compagnia e stavamo al caldo nel tepore della paglia. Fuori spesso c'era una poltiglia di fango e l'umidità ti rendeva molle come un tronco fradicio di marciume. Bisognava farsi animo per attraversare quel recinto lontano dal mondo e senza luci. Gli stivali affondavano dopo pochi passi e quando pioveva poi, non c'era da stare allegri ma, appena oltrepassavo il canc
ello di legno e il gancio scivolava piano, con quel tonfo sordo che non si confondeva con nulla, accadeva una magia... un nitrito, poi due e poi il silenzio. Allora mi fermavo ad ascoltare e contavo fino a dieci, a volte dodici, ma non tardava ad arrivare... ecco il rumore dello zoccolo che batteva il pavimento come fosse il tasto di un pianoforte, ritmato e poi sempre più forte, prima andante e poi fuga impaziente... Allora sorridevo e dicevo: "Arrivo, arrivo !". E via un altro nitrito stavolta diverso, più sicuro e impertinente. Aprivo la finestra superiore del box e lui era lì che scalpitava, una coccola sul muso e uno starnuto a salutare l'aria umida di brina... Beh a quel punto c'era poco da fare... un bagno di moccolo e poi di corsa a lavorare prima di restare imbalsamata dal freddo! Mentre mi allontanavo a prendere carriola e pala, lui mi controllava, appena mi avvicinavo faceva uno sbuffo e poi muoveva la testa su e giù come per annuire contento... a quello proprio non resistevo e lo sapeva e se non gli davo subito la mela continuava lo show, alzava il collo e poi tirava su il labbro annusando l'aria, io dicevo sempre che sorrideva e quando lo faceva col nitrito forse allora rideva a crepapelle chissà! “C'è da fare”- lo rimproveravo divertita- “poggia là !”, e si spostava di lato lasciandomi passare. La faceva sempre nello stesso punto, una montagna però ... ce n'era di letame e paglia da spalare! Una carriola, a volte quasi due, poi lavavo in terra e mettevo nuova paglia. “Eccoti il letto rifatto " dicevo mentre gli passavo la mano sulla groppa. Uscivo a scaricare il letame e poi prendevo la borsa della toletta. Un secchio d'acqua, la sua spugna e mi mettevo subito al lavoro con la striglia. Gli pulivo occhi e muso... e il di dietro, sì perchè anche i cavalli si fanno il bidet. Beh diciamo che se lo fanno fare più che altro! Non sarà naturale ma vi assicuro che è l'unico modo per tenere le mosche lontano e poi loro sono contenti, chissà come si sentono puliti finalmente! Subito dopo spugnavo le zampe e le asciugavo con panno di lana, infine pulivo gli zoccoli e il fettone... quella è la parte difficile perchè puzza da morire e poi la schiena dopo aver spalato letame fa male, quando devi tenere la zampa, anche solo un minuto, tra le mani! Lui sembrava lo capisse, ma si che lo capiva... stava fermo e non si muoveva di un millimetro mentre gli passavo sotto, dietro e ovunque con il rischio d'essere schiacciata... "Bravo" gli dicevo infine, e lui capiva e si rimetteva a mangiare. Gli davo la razione di biada e se non c'era altro da fare come somministrare medicine, fasciare i garretti o fare gli impacchi di lino agli zoccoli, mi sdraiavo sulle balle di paglia e lo guardavo mentre ruminava. Forse era come una ninna nanna quel suo ruminare, o forse la stanchezza e il tepore della stalla m’inducevano dolcemente al sonno, fatto sta che a volte mi addormentavo, e mi svegliavo a sera. Altre volte, invece, mi mettevo lì a sognare e dentro quegli occhi grandi ci vedevo di tutto… un mondo strambo e lunare. "Chissà che cosa sogna lui" -pensavo- e a quel punto si fermava , mi fissava per qualche secondo e credo che, a modo suo, mi rispondesse, ma ancora oggi, non so cosa Prince volesse dirmi… Forse, dove sta adesso, sognerà quanto e più di noi. Non lo saprò mai ma non è importante ...
Prince è nei ricordi e nei miei sogni e ci resterà per sempre. 

(Valentina Meloni)

Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.Poesia protetta dai diritti d'autore.