giovedì 25 agosto 2011

Tu ed io


Tu ed io, allacciati alla terra come fiori di campo.
Tu ed io, stesi nell’erba profumata di bruma.
Tu ed io, avvolti dal buio sotto una coperta di stelle.
La Luna ci guarda dal suo alone d’argento,
si erge vanitosa sui monti silenti,
eterna sposa della volta celeste.
Tu, ultima stella del carro,
mi parli dagli occhi silenziosi
mentre conto le lucciole che cantano Amore.
E respiro la menta assieme alla vita,
le tue mani sui miei fianchi,
cinta d’oro a cui appendo i sogni
di questa notte infinita.
I nostri passi lenti tra gli alberi guardiani
si fondono placidi ai loro richiami,
un’aura d’oro ci fa da cornice,
ci avvolge, ci penetra, ci benedice …
E’ il tocco del cielo che ci parla d’Amore,
tu ed io: due cuori in ascolto, fusi in unico sole.

di Meloni Valentina

Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.Protetta dai diritti d'autore in
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giovedì 18 agosto 2011

Gocce d'amore

(Una bambina spalanca la bocca per bere la pioggia del primo monsone birmano)
foto di Steve Winter – Eya, Myanmar. (su National Geographic)

Oggi mi sento come la pioggia che non cade
e resta in attesa tra le nuvole,
prigioniera del cielo che la vuole tutta per se...
E in quell'aria grigia e silenziosa di tenera aspettativa
la terra speranzosa invita le sue creature a fare festa ...
Ogni fiore, ogni albero o filo d'erba
canta una canzone silenziosa di gioia e accoglienza
per le gocce che si donano alla vita con tenero slancio!
Come vergini al primo tocco d'amore
fremono eccitate precipitando nell'azzurro
in una danza che ripete i suoi passi
in un clap clap di emozioni ...
Ora rigano il volto di una bimba
che ha gli occhi rivolti al cielo
e la bocca aperta per la sorpresa
di scoprire che quelle gocce
hanno forse il suo stesso sapore...
Si chiede da dove vengano e non sa più
se scendono dai suoi occhi
o da una nuvola in volo...
Così pioggia e mare si confondono
e la Terra ora pare più vicina al cielo!

poesia di Meloni Valentina
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martedì 16 agosto 2011

Balene


Creature d’acqua che provenite da ere remote
sembrate danzare tra le onde!
Dove si trovano le vostre dimore
celate alla vista da abissi corallini ?
Come aria il mare scivola sugli argentei fianchi!
La vostra coda, farfalla dalle ali enormi
pare volare tra flutti e spuma …
Moti mai stanchi di leggiadro fluire,
vi accarezza l’acqua, vibrando dei vostri canti
nel suo atomo cristallino
che diffonde grazia all’umano sentire.
Voi che custodite i segreti degli oceani
tra i flussi remoti di giardini silenziosi,
fiori vaganti lasciati alle onde
mai colti da umana mente.
Voi eteree creature
che trasformate il peso in leggiadria,
l’acqua in cristalli di fuoco vivo,
l’onda in spumeggianti cavalcature,
portate la grazia ai cuori!
Voi che governate la forza degli elementi,
regalate a chi non ha saputo cogliere la vostra bellezza
perle di coscienza, semi d’antica sapienza,
spruzzando coriandoli d’acqua adamantina al cielo terso.


poesia di Meloni Valentina
dipinto "Dove giocano le balene"
acrilico su tela 50x70 dell'artista Reana Maggio


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